Nuovi risvolti nell'inchiesta che, questa mattina, ha portato all'arresto di Raffaele Del Prete e di Emanuele Forzan, accusati di aver comprato voti dal clan Di Silvio a favore dell'allora capolista di Noi con Salvini, ossia l'attuale europarlamentare Matteo Adinolfi.

Questo pomeriggio i carabinieri del locale Nucleo Investigativo e del Reparto Territoriale di Aprilia, congiuntamente a personale della locale squadra Mobile, hanno notificato all'europarlamentare, già coordinatore provinciale della Lega e consigliere comunale, la nomina del difensore d'ufficio e l'avviso di garanzia. L'europarlamentare è chiamato davanti ai pubblici ministeri della Procura Distrettuale Antimafia di Roma per il prossimo 20 luglio, per gli interrogatori del caso, in quanto indagato per il reato di scambio elettorale politico-mafioso (art 416 Ter.).

Stando a quanto riportato dal Comando provinciale dei Carabinieri, "in particolare è stato dimostrato che in occasione delle elezioni del 05 giugno 2016, per il rinnovo del consiglio comunale di Latina, Adinolfi Matteo, con la mediazione di Del Prete Raffaele e Forzan Emanuele, stretto collaboratore di Del Prete, aveva accettato la promessa di Agostino Riccardo, soggetto appartenente all'organizzazione mafiosa dei "Di Silvio", di procurare alla lista "Noi con Salvini" e al medesimo politico, almeno 200 voti tra gli elettori residenti nei quartieri controllati dal Clan". Inoltre "lo scambio elettorale "politico- mafioso" era funzionale alle strategie economiche di Del Prete, imprenditore del settore dei rifiuti, interessato ad ottenere il monopolio degli appalti nel territorio pontino, superando la concorrenza di Latina Ambiente, all'epoca affidataria del servizio dei rifiuti della città di Latina".

L'eurodeputato è rientrato in Italia da Bruxelles proprio questa mattina per ricevere l'avviso di garanzia.