La Regione Lazio si attiva per scongiurare l'emergenza ambientale dettata dal blocco temporaneo della Rida Ambiente, comunicando ai Comuni della provincia di Latina e di Roma gli impianti alternativi dove poter conferire i rifiuti indifferenziati. Ieri mattina la direzione regionale Ciclo dei Rifiuti ha risposto alla nota del 9 luglio con la quale la società di via Valcamonica ha annunciato l'interruzione totale dei rifiuti in ingresso dal 15 luglio al 2 agosto (e poi del 70% dal 3 al 6 agosto) per lavori di manutenzione nell'impianto Tbm, uno stop che sembra aver spiazzato la stessa Regione visto che nella lettera del 23 giugno la Rida faceva riferimento a una riduzione del 70% dei rifiuti e: «anche interruzioni totali del servizio, al momento non preventivabili, nella malaugurata eventualità di problematiche esecutive». Probabilmente la Regione Lazio pensava che la sospensione totale sarebbe stata solo di qualche giorno, non di quasi tre settimane come preannunciato dalla Rida il 9 luglio e perciò nella risposta non lesina alcune critiche alla società. Critiche da leggere tra le righe di una missiva che sottolinea come le note ai Comuni conferitori siano state inviate: «solo nella serata di venerdì 9 luglio, benché le manutenzioni fossero già note dal 23 giugno come da comunicazione alla sola Regione, e si comunicasse una riduzione dei rifiuti in ingresso del 70% con la possibilità di interruzione totale, contrariamente a quanto rappresentato dall'ultimo comunicato».

Al di là delle schermaglie dialettiche però la Regione è intervenuta per chiedere ai 54 Comuni delle province di Latina e Roma di individuare delle «soluzioni alternative» mettendo a disposizione l'elenco degli altri impianti Tm o Tmb disponibili nel Lazio: Egiovi Malagrotta 1 e 2, Porcarelli Gino, Ecosystem spa di Pomezia, Centro Servizi Ambientali di Castelforte, Refecta, Saf di Frosinone, Ecologia Viterbo srl. L'obiettivo della Regione Lazio è infatti evitare l'interruzione della raccolta di rifiuti indifferenziati, una decisione già presa a Latina dalla società Abc che potrebbe essere seguita da altri Comuni, scongiurando l'emergenza ambientale che il mancato ritiro dell'indifferenziato potrebbe causare in alcuni centri: soprattutto in quei Comuni dove i livelli di differenziata sono più bassi e i cassonetti per i rifiuti sono ancora presenti in strada. «Invitiamo i Comuni - conclude l'ingegnere Wanda D'Ercole - ad attivarsi per tutte le possibili iniziative, anche con il recupero energetico fuori Regione, atte a scongiurare l'interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati e qualsiasi rischio per la salute collettiva e l'igiene pubblica».

L'intervento della Regione non è però bastato per far rientrare il problema, visto nella serata di ieri anche il Comune di Aprilia ha annunciato lo stop alla raccolta della frazione secca per tutto il periodo dello stop dell'impianto della Rida. «Facciamo appello ai nostri cittadini per affrontare questa situazione emergenziale, dovuta ad un annuncio di certo inaspettato da parte dell'azienda che tuttora riceve la frazione residua di molti Comuni della Provincia di Latina e non solo – afferma il sindaco di Aprilia, Antonio Terra – fortunatamente, la criticità è limitata alla frazione del secco residuo e la città è già un modello virtuoso per quel che riguarda la differenziazione dei rifiuti. Invitiamo tutti a non esporre i mastelli grigi ma a tenere il secco residuo in casa, fino al ripristino del servizio. Sono certo che Aprilia saprà mostrare ancora una volta la propria capacità di far fronte all'emergenza, riducendo ulteriormente la quantità di rifiuto non differenziato».