Colpo di scena al processo Olimpia: ieri pomeriggio il Tribunale ha infatti parzialmente accolto le eccezioni della difesa. La più importante riguarda la inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche del principale imputato, Pasquale Maietta, che all'epoca della registrazione delle conversazioni era parlamentare della Repubblica per Fratelli d'Italia. Accolta altresì l'istanza per la inutilizzabilità delle intercettazioni a carico di Silvano Spagnoli, Roberto Pellegrini, Francesca Rossi e Alessandra Marciano. Eccezioni volte alla stessa finalità ma con altre motivazioni erano state chieste anche per numerosi altri imputati ma sui punti specifici il Tribunale si è riservato di valutare all'esito delle trascrizioni che si avranno a fine anno. Infatti sempre nell'udienza di ieri pomeriggio il collegio, presieduto dal giudice Caterina Chiaravalloti, ha formalizzato l'incarico ai due periti incaricati di trascrivere le intercettazioni, ossia Anna De Stefano e Doriana Serangeli le quali dovranno depositare i dialoghi trascritti entro 90 giorni successivi all'inizio delle operazioni, fissato per il 26 luglio prossimo.

Ma ieri è stata anche l'udienza cardine per un altro degli imputati, l'imprenditore Massimo Riccardo; il suo avvocato ha infatti chiesto e ottenuto che siano trascritte tutte le intercettazioni che lo riguardano e non solo quelle già selezionate dalla Procura di Latina e dunque certamente disponibili per la difesa. E' possibile quindi che Riccardo cerchi in quei dialoghi qualcosa di utile a scagionarlo del tutto o comunque ad attenuare la sua posizione in questo procedimento che tornerà all'esame del Tribunale per proseguire il dibattimento soltanto il primo marzo 2022. Si tratta di un'inchiesta complessa con una montagna di atti e un numero elevato di imputati, sceso comunque a 29 dagli originati 35. Un elenco nel quale si ritrovano nomi di elevatissimo spessore politico ed economico a cominciare proprio da Pasquale Maietta che prima di essere deputato era stato un potente assessore del Comune di Latina oltre che presidente della squadra di calcio.

A lui si aggiungono Paola Cavicchi, l'ex sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi, il dirigente al Comune di Latina Ventura Monti, il funzionario comunale Nicola Deodato, gli imprenditori Fabio e Fabrizio Montico, l'ex dirigente del Comune Alfio Gentile, l'ex assessore all'Urbanistica Giuseppe Di Rubbo, l'architetto Luca Baldini, l'ingegnere Luigi Paolelli, il costruttore Massimo Riccardo, Roberto Pellegrini, Silvano Spagnoli, Stefano Pistoia, Antonio Ferrarese, Valter Betti, Giuseppe Macrì, Francesca Rossi, Alessandra Marciano, Andrea e Sandra Capozzi, Antonio Di Girolamo, Claudio Petitti, Giovanni Spada, Giuseppe Baggio, il notaio Giuseppe Celeste, Sergio Fanti e Stefania De Marchi. Dagli atti e dai dialoghi emerge uno spaccato di città in cui l'amministrazione comunale seguiva una serie di interessi particolari anziché pubblici. Al centro di tutto c'erano la gestione degli impianti sportivi, appunto, e la programmazione dello sviluppo urbanistico così come «suggerito» da alcuni costruttori.