Non c'è da stare allegri nonostante ieri, dopo il boom di venerdì, nella nostra provincia si siano registrati soltanto sette casi (su 347 tamponi) distribuiti tra Aprilia, Cisterna, Formia, Latina, Sermoneta e Gaeta (2). Al conto va aggiunto anche un decesso che risale però a più di qualche giorno fa: si tratta di un ultraottantenne (ricoverato a Casal Palocco) con patologie cardiache e neurologiche che non era stato vaccinato.

Se la diffusione del contagio in risalita negli ultimi giorni ha concesso 24 ore di tregua in terra pontina, lo stesso non si può dire a livello regionale. Come già accaduto venerdì con 443 casi, anche ieri con altri 500 contagi il Lazio è risultata la maglia nera dell'intera penisola (davanti a Lombardia con 438 e Veneto con 424): siamo la regione con il maggior numero di positivi per il secondo giorno consecutivo, con un tasso di incidenza che continua a salire e il rischio di abbandonare la fascia bianca - nell'immediato futuro - che si fa più alto. Ad impedire il ritorno in zona gialla, però, potrebbero arrivare le nuove regole governative in materia di chiusure. Allo studio, infatti, ci sono nuove disposizioni per le restrizioni in virtù delle quali dovrebbero cambiare i parametri per la valutazione del rischio epidemiologico delle regioni, con una minore rilevanza attribuita al numero di contagi. L'indice dei 50 casi per ogni 100mila abitanti non verrà archiviato, ma non concorrerà più in maniera esclusiva all'assegnazione del colore giallo. «In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contentimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori», ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza dopo giornate frenetiche di interlocuzioni con il Cts. Ora la palla passerà alla cabina di regia governativa, in programma martedì, che dovrà delineare la rotta per un nuovo decreto in materia di indicatori per il passaggio da una fascia ad un'altra.

La preoccupazione maggiore, adesso, è rappresentata dalla variante Delta diventata dominante ovunque. La nostra Asl sta aspettando le risposte dello Spallanzani sugli ultimi tamponi inviati al Seresmi per il sequenziamento: i molecolari che preoccupano di più sono quelli relativi al cluster amicale di Aprilia, con link di un ragazzo tornato da una vacanza a Barcellona (nella città catalana la mutazione indiana ha preso il sopravvento costringendo le istituzioni a ripristinare il coprifuoco). E non solo Aprilia, ma c'è il sospetto della presenza della variante Delta anche nelle ultime positività di Formia.

L'attuale età media dei contagiati è di 28 anni, vale a dire un picco più basso anche rispetto alla scorsa estate. E come l'anno scorso abbiamo intrapreso la strada del contagio di rientro: i nuovi positivi (sia i 7 di ieri sia i 47 di venerdì) riguardano link di contagi di ritorno dalle vacanze.
Il monito è sempre lo stesso: non andare in villeggiatura prima di essersi vaccinati.