Picchiata perché aiutava i rifugiati politici
15.04.2016 - 18:14
Ha dichiarato di essere stata colpita con un bastone Sabrina Yousfi, giovane impegnata in aiuti umanitari nei confronti di rifugiati politici e che proprio per questa attività è stata picchiata a Minturno. A raccontare l'episodio è proprio lei, la vittima dell'aggressione, insegnante di italiano per lo Sprar a Itri. Questo ciò che ha scritto sul suo profilo Facebook un post relativo al gesto violento: “Ieri sera (mercoledì, ndr.) verso l'una di notte, nel parcheggio della Birretta, sono stata aggredita da una persona sconosciuta. Ho ricevuto un colpo in testa con una mazza, si presume di legno. Sto bene, sono stata in ospedale, ma ho solo un grosso bernoccolo. Prima di questo evento ho trovato due bigliettini carini sotto casa di mia madre. Minacce perchè aiuto i migranti. Beh continuerò sempre ad aiutare i migranti. Vigliacco, vigliacco che non sei altro. Io sto dalla parte dei diritti umani non mi spaventi”. Tanti i movimenti politici e le associazioni che hanno espresso solidarietà nei suoi confronti.
Sabrina Yousfi è una giovane laureata in mediazione linguistica e culturale con un'abilitazione all'insegnamento della lingua italiana agli stranieri, nonché una dei giovani scesi in campo per portare aiuti a bambini, donne, uomini costretti a vivere in condizioni disumane nel campo di Idomeni. Il racconto di questa esperienza è stato in parte riportato in un'intervista a firma di Francesco Samuele sul sito Esseblog e nella quale Sabrina definisce la situazione di Idomeni «indescrivibile... La prima cosa che ti colpisce è l'odore, l'odore che ti sconvolge: c'è un odore di bruciato, costante, oltre a tutti gli altri odori “fisiologici”. Bruciato di plastica, plastica bruciata ovunque che spande una nebbia di fumo su tutto il campo».
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