Sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di usura bancaria, è quello che ha deciso ieri pomeriggio il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castriota nei confronti di sei persone, residenti tra Alessandria, Trapani, Roma e di età compresa tra i 61 e i 58 anni che all'epoca dei fatti ricoprivano degli incarichi di vertice in una banca.
Al termine della camera di consiglio, il magistrato ha accolto la prospettazione del pubblico ministero Andrea D'Angeli, titolare del fascicolo e alla fine ha deciso per il processo fissato per il prossimo 15 febbraio davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina.

Il fascicolo che arrivava da una richiesta di archiviazione a cui aveva fatto seguito una opposizione impugnata dalle parti offese, era relativo ad una somma di denaro, si tratta di una apertura di credito, per un importo di 160mila euro. Era stato il giudice per le indagini preliminari all'epoca dei fatti, Laura Matilde Campoli che aveva disposto delle integrazioni investigative con una perizia affidata ad un consulente che però - secondo quanto sostenuto dal collegio di difesa - non si era avvalso dei criteri stabiliti dalla Banca di Italia.
Le conclusioni avevano spinto successivamente la Procura a proseguire con gli accertamenti e a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti oltre che degli amministratori delegati anche dei direttori di agenzia che nel corso degli anni avevano ricoperto dei ruoli dirigenziali nell'istituto di credito dove la parte offesa si era rivolta.

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