Non parlavano neanche una parola di italiano, se non pochissime e rischiavano di avere la patente superando il quiz.
Puntano a risalire al suggeritore e non escluso anche sia il regista di tutta l'operazione, le indagini degli agenti della polizia stradale di Latina dopo la denuncia a piede libero di tre indiani, sorpresi durante una sessione d'esame per la patente con auricolari collegati con l'esterno. L'esame era stato truccato e per i tre stranieri che vivono nella zona di Latina e sono in Italia con regolare permesso di soggiorno, la sessione è stata alla fine sospesa.

Chi era al microfono per suggerire le risposte agli stranieri, piazzati davanti al monitor durante la prova scritta?
In queste ore gli investigatori della polizia stradale di Latina, diretti dal dirigente Gian Luca Porroni, stanno lavorando in ogni direzione per trovare qualche traccia utile per le indagini. A partire ad esempio dall'analisi dei tabulati telefonici e in un secondo momento stanno cercando di ricostruire i contatti dei cittadini stranieri in Italia per riuscire a risalire a chi possa aver pianificato e organizzato tutta l'operazione. L'unico elemento raccolto fino a questo momento è che gli stranieri si sono rivolti a quanto pare alla stessa scuola guida. Dietro all'episodio smascherato mercoledì mattina negli uffici di via Chiesuola - secondo gli investigatori - c'è qualcuno che era collegato con i candidati e che quasi di sicuro ha ricevuto delle somme di denaro per fornire le risposte giuste alle domande e garantire in questo modo il passaggio dell'esame. Insomma un patto: soldi in cambio delle risposte giuste per superare il test.

Gli agenti della polizia stradale di Latina per non lasciare nulla di intentato stanno eseguendo una serie di verifiche in alcune autoscuole della provincia di Latina. Le indagini sono appena iniziate e non sono esclusi ulteriori sviluppi. I tre indiani sono stati sorpresi dal personale dell'ufficio quando i primi sospetti sono diventati sempre più concreti e all'arrivo della polizia i tre stranieri hanno cercato la fuga ma sono stati subito dopo fermati, identificati e denunciati a piede libero. Gli agenti stanno cercando di capire chi ci possa essere dietro ai tre stranieri.
Le auricolari collegate via Bluetooth e quindi senza fili, sono state sequestrate e sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi. Chi ha fornito i dispositivi ai tre indiani? Al vaglio ci sono anche gli esami di altri stranieri che sono avvenuti di recente per individuare eventuali analogie con gli spunti investigativi raccolti nelle ultime ore. Il reato contestato dagli inquirenti è quello di truffa. Si cerca di capire anche un altro aspetto fondamentale: se l'episodio avvenuto l'altra mattina sia stato puramente occasionale oppure no.
Gli accertamenti sono in ogni direzione e in Procura è stata aperta una inchiesta.