Si potrebbe definire "effetto Decreto Covid". Sta di fatto che a nemmeno 24 ore di distanza dall'approvazione del Dl sul Green Pass da parte del Consiglio dei ministri, è partita la corsa alle prenotazioni per i vaccini. Un reale rilancio delle vaccinazioni. In quattro regioni - Piemonte, Lazio, Lombardia e Veneto - si è registrato un vero e proprio boom di richieste. «In Piemonte le prenotazioni per le vaccinazioni contro il Covid-19 sono raddoppiate - ha detto il governatore Alberto Cirio -. Le decisioni del Governo, da noi, hanno avuto l'effetto di raddoppiare le richieste per le vaccinazioni: ogni ora sul nostro portale registriamo il doppio delle adesioni rispetto alle media dei giorni precedenti».

La nostra regione non è stata da meno, come ha confermato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato: «Dall'annuncio da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi in merito al Green Pass abbiamo avuto oltre 38mila nuove prenotazioni per i vaccini - ha sottolineato D'Amato -, una spinta importante in una regione come il Lazio che oggi ha superato le 6,5 milioni di dosi somministrazioni e in cui il 62% della popolazione adulta ha completato il ciclo vaccinale». In Lombardia l'adesione alla campagna vaccinale è andata anche oltre: circa 49mila i cittadini che si sono prenotati per la vaccinazione sul portale di Poste Italiane e Regione. Ben 30mila in più rispetto a mercoledì 21 luglio, quando le prenotazioni furono 28.368. In realtà, dopo una prima parte del mese di luglio in cui le prenotazioni raramente avevano superato quota 15mila, da lunedì 19 luglio - guarda caso proprio da quando si è fatta largo l'ipotesi del Green Pass - sono stabilmente sopra i 20mila. E infine il Veneto. «Per vaccinarsi, dalle telefonate ricevute dai call center, registriamo un assalto alla diligenza - ha detto il governatore Luca Zaia -. Le forniture restano costanti ma non sarà facile coprire tutte le richieste pervenute».

Un punto della situazione, ieri, lo ha fatto anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: «Il nuovo Dpcm introduce un Green Pass "alleggerito", visto che basta la prima dose di vaccino anti-Covid per ottenerlo, e ufficializza la revisione dei parametri tarati sull'attuale scenario epidemiologico - ha spiegato Sileri -. Il Green Pass è un mezzo straordinario di prevenzione, anche ai fini della diagnostica». Il sottosegretario ha poi aggiunto che il certificato «si può ottenere, oltre che con la vaccinazione, anche dopo un test diagnostico e questo può aiutare a rilevare i positivi». Da qui lo scenario futuro: «Ora dobbiamo difenderci mantenendo tutto aperto - ha sottolineato Sileri -. In questo senso il Green Pass è un'arma per non tornare a vedere l'Italia a colori. L'obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro? Al momento non serve, ma è una misura che potrebbe essere considerata, condivisa ed eventualmente applicata in caso di mutato scenario epidemiologico e in base all'andamento della campagna vaccinale che per ora sta andando molto bene».