Il caso
27.07.2021 - 19:30
Nelle motivazioni che confermano e cristallizzano l'impianto accusatorio per lo scandalo dei concorsi della Asl, i giudici del Tribunale del Riesame sottolineano la disinvoltura di Claudio Rainone e scrivono: «Connota negativamente la personalità e induce a ritenere concreto ed attuale il rischio di reiterazione di condotte analoghe a quelle prese in esame». Il Tribunale di Roma, presidente Maria Agrimi, giudici Annalisa Pacifici, Vanessa Manni, si era pronunciato lo scorso 4 giugno in merito alla richiesta presentata dai legali di Claudio Rainone, gli avvocati Leone Zeppieri e Stefano Mancini, avverso la misura restrittiva richiesta dal Pm Valerio De Luca e firmata dal Gip Giuseppe Cario relativa alla prima tranche dell'inchiesta. L'impianto ha tenuto in pieno e i magistrati hanno messo in rilievo come dopo aver chiamato il giorno della prima prova alcuni candidati, Rainone li ha rassicurati. «Dopo l'estrazione del tutto casuale della domanda l'esame, in qualità di presidente della commissione, sarebbe stato da lui condotto e quindi indirizzato nella direzione concordata». E' una circostanza suggerita agli inquirenti da una telefonata con una ragazza a cui l'ex direttore amministrativo della Asl diceva che se fosse uscita in sorteggio una domanda a lei non congeniale, sarebbe stato tutto risolto. «Ma poi ci penso io, puoi stare tranquilla, dimmi... tu mi devi solo dire». Anche con un'altra candidata avveniva la stessa cosa. «Sì tranquilla, il Coco, glielo pongo io come un contratto flessibile». Dalle carte è emerso che il giorno prima della pubblicazione della graduatoria, la candidata ha ricevuto in anteprima la notizia di essere quinta in graduatoria e che quindi aveva superato il concorso. Nella ricostruzione delle condotte dell'ex dirigente della Asl, i magistrati si sono soffermati anche su quando ha ricevuto l'avviso di garanzia. E' un aspetto ritenuto centrale dal Tribunale.
«Si chiede insieme a Graziano Esposito, anche lui indagato, sulla versione da dare agli inquirenti e si domandava anche chi li avesse denunciati».
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