Qualcuno ha cercato l'attenzione di un amico che passeggiava sul marciapiede opposto di Corso della Repubblica: «Mi sa che arriva Andreotti». 
E l'altro, che ha colto al volo l'allusione: «Avevi dei dubbi? Questi sono più democristiani di quelli di prima».
Lo scambio è finito lì. Si parlava di rifiuti e della pulizia impeccabile attorno ai cassonetti del centro. Non si vede un sacchetto dell'immondizia abbandonato a terra. Meno male.
Non è la stessa cosa fuori dell'anello della circonvallazione, dove la vista e l'olfatto si contendono il primato sulla individuazione dei cumuli osceni di buste di ogni colore con dentro di tutto, alla faccia della raccolta differenziata. Lo sforzo dell'azienda Abc è encomiabile, benché la corsa al recupero del tempo perduto nei giorni intercorsi tra lo stop imposto da Rida Ambiente al conferimento del materiale indifferenziato e l'intervento della Regione per dirottare altrove i Comuni pontini sia un'opera titanica. Ieri mattina un addetto appena sceso da un camioncino per la raccolta del materiale differenziato ha indugiato per un minuto buono di fronte alla montagna di schifezza buttata su un lato di via Scarlatti nel quartiere Q5 prima di riuscire a decidere da dove cominciare.
Sulla carta tutto dovrebbe funzionare come sempre: la differenziata fa il suo corso, e da qualche giorno anche l'indifferenziato ha una destinazione precisa, ovviamente dopo essere passato per i cassonetti.