Ha cercato di opporsi all'estradizione Lucian Adrian Boncu, il boss romeno di 43 anni catturato dalla Polizia in un albergo del centro di Latina dove soggiornava durante la sua fuga da un mandato di cattura europeo per tentato omicidio e violazione delle leggi sulle armi, ma la Corte d'Appello prima e la Suprema Corte di Cassazione poi, hanno respinto i suoi ricorsi rendendo efficace la consegna del ricercato all'autorità giudiziaria romena.

In patria Boncu viene considerato un pezzo grosso della malavita organizzata, soprattutto per il suo coinvolgimento nel traffico di droga. Arrestato nell'ottobre del 2019 proprio per gli affari con la cocaina, a fine maggio era stato condannato a dodici anni e un mese di reclusione, ma si trovava in libertà perché la giustizia romena non aveva prolungato per lui la custodia cautelare. Le investigazioni condotte negli ultimi anni dalla Direzione per le indagini sulla criminalità organizzata e il terrorismo della Polizia di Timisoara hanno però fatto emergere molto altro, a partire dalle spiate che aveva ricevuto da poliziotti romeni infedeli, ma soprattutto il suo piano di uccidere il reporter Dragos Bota, caporedattore del sito d'informazione www.pressalert.ro che aveva condotto su di lui numerose inchieste giornalistiche e aveva rivelato la sua collaborazione con la giustizia per il coinvolgimento di un altro boss romeno nel suo stesso traffico di droga. Circostanza, questa, che aveva messo il 43enne in cattiva luce negli ambienti della mala romena, tanto da convincerlo a punire il giornalista: stando all'inchiesta, Boncu si era attivato persino per rimediare una pistola, ma era stato arrestato prima che potesse portare a termine il suo piano.

Proprio per questi ultimi fatti l'autorità giudiziaria romena era tornata a chiedere l'arresto preventivo per il boss, ma nel frattempo lui aveva fatto in tempo a organizzare la fuga, agevolata da romeni che vivono in Italia da qualche anno e sono considerati contigui al suo stesso ambiente criminale. Tant'è vero che Boncu è stato localizzato a Latina proprio monitorando quegli stranieri, residenti nel nostro Paese, che avevano avuto in passato maggiori contatti con lui. Del resto erano stati i suoi complici a prenotare due camere d'albergo in una struttura ricettiva di Latina, ma il fuggitivo, una volta scattato l'allert alla Direzione Centrale della Polizia Criminale, è stato identificato grazie a un servizio di appostamento della Squadra Mobile di Latina che aveva preceduto la cattura all'inizio di giugno.