Il giudice per l'udienza preliminare Giorgia Castriota, ha disposto l'invio degli atti in Procura per l'incidente aereo del Cessna, avvenuto nel settembre del 2017 tra Latina e Pontinia in cui persero la vita Antonio Belcastro e Umberto Bersani. A margine della deposizione nei giorni scorsi di due consulenti che hanno ricostruito la dinamica dell'incidente, alla luce delle dichiarazioni emerse nel corso dell'udienza preliminare, il magistrato ha ritenuto di inviare gli atti in via Ezio per stabilire una correlazione tra le caratteristiche tecniche della pista da cui il velivolo è decollato e l'incidente. L'obiettivo è quello di stabilire eventuali responsabilità. E' questa l'ultima appendice dell'inchiesta che vede sul banco degli imputati otto persone. Nel corso della sua deposizione che potrebbe avere un peso in questa nuova tranche dell'indagine, il consulente del pm aveva ribadito che dal punto di vista meccanico l'aereo era in regola ma non poteva volare non essendo stato revisionato. Sulla scorta di nuovi elementi che sono emersi in aula, il magistrato ha disposto l'invio degli atti in Procura per valutare la posizione dei responsabili della pista.
I parenti delle vittime si sono costituite parte civile e sono rappresentate dagli avvocati Rinaldi, D'Aniello, Coronella, Di Biaggio e Pizzotti. Le persone che rischiano di finire sotto processo sono difese dagli avvocati Galazzi, Galletti, Luponio, Di Mambro e Montemagno. Tra gli otto imputati, due hanno chiesto di poter patteggiare la pena e sono Gianfranco Casali, originario di Patrica in provincia di Frosinone e Alberto De Santis. Sono i due paracadutisti accusati di favoreggiamento.