C'era da aspettarselo, le attività di manutenzione dell'impianto di trattamento rifiuti di Rida Ambiente hanno subito un rallentamento per via di una serie di problematiche emesse durante le fasi di rimontaggio.

Gli effetti? Lo spiega l'azienda di Aprilia in una nota trasmessa agli oltre cinquanta comuni che si servono dell'impianto di via Valcamonica. «I conferimenti dei rifiuti da parte dei Comuni in indirizzo potranno riprendere a far data dal 5 agosto nella misura massima del 30% delle quantità contrattualmente previste, e soltanto a partire dal 9 agosto i conferimenti potranno tornare a riguardare l'intera quantità prevista».

Questo, nelle intenzioni del presidente di Rida Ambiente, dovrebbe significare che tra il 5 e il 9 agosto i Comuni dovrebbero piegarsi a conferire i propri rifiuti indifferenziati a due indirizzi diversi, e cioè il 30% dei quantitativi ad Aprilia e il restante 70% nelle località individuate dalla Regione Lazio per fronteggiare l'emergenza causata dai lavori di manutenzione dell'azienda di Aprilia. Un'idea azzardata.
E non è tutto, perché l'azienda di Aprilia pone anche delle condizioni. «Si fa presente - si legge nella nota trasmessa ai comuni - che il riavvio dei conferimenti nelle date e nelle misure indicate potrà avvenire solo a condizione che l'impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio riprenda ad accettare i conferimenti di Css prodotto ad Aprilia, conferimenti attualmente preclusi in attuazione delle disposizioni regionali del 29 luglio scorso». Ma non è ancora abbastanza. Rida Ambiente reclama anche che vengano messi a sua disposizione impianti di smaltimento dove poter conferire gli scarti della lavorazione dei rifiuti ricevuti, così come ripetutamente disposto dal Tar, ma non ancora tradotto in ottemperanza dalla Regione. «La perdurante mancata effettiva messa a disposizione di adeguate volumetrie di smaltimento potrebbe determinare l'impossibilità oggettiva per l'azienda di riavviare i conferimenti».

Queste le condizioni di Rida, che anche ad un esame superficiale appaiono insuperabili, perlomeno nel breve periodo.

Quello che incuriosisce, è invece l'utilizzo che l'azienda di via Valcamonica fa della maxi area di stoccaggio appena realizzata in un terreno agricolo, un'opera che per i carabinieri della Forestale ha tutti i requisiti per essere considerata abusiva, ma che evidentemente, per motivi di emergenza, nessuno tocca. Se quei tre ettari di piazzale di stoccaggio venissero adeguatamente utilizzati, è probabile che Rida potrebbe effettuare i lavori di manutenzione senza pesare troppo sul normale svolgimento della raccolta dei rifiuti da parte dei comuni che si servono dell'impianto di Aprilia.