La data non è stata ancora fissata ma uno dei professionisti coinvolto nello scandalo dei fallimenti orchestrato dall'ex giudice Antonio Lollo, chiede l'affidamento in prova ai servizi sociali.
E' la strada percorsa da Vittorio Genco, coinvolto nella vicenda che sei anni fa aveva portato ad un terremoto nel Tribunale di Latina per gli incarichi nella sezione fallimentare. Il professionista aveva patteggiato la pena davanti al giudice per l'udienza preliminare di Perugia e adesso chiede l'affidamento in prova al Tribunale di Sorveglianza. E' questa l'ultima appendice della vicenda che aveva portato proprio un anno fa alla detenzione agli arresti domiciliari dell'ex magistrato che sta finendo di scontare la pena e il cui ricorso era stato respinto dalla Corte di Cassazione.
Lo scorso marzo infatti Lollo aveva chiesto l'affidamento in prova e i giudici della Cassazione aveva negato la richiesta definendo «gravissimi i reati oggetto della condanna», caratterizzati da un arricchimento «fuori dall'ordinario». In quella circostanza il Tribunale di Sorveglianza aveva sostenuto che «non si era concretizzata una volontà autenticamente riparativa dell'interessato». Adesso anche Genco e gli altri professionisti puntano a questa strada relativa all'affidamento in prova. Uno tra gli scandali più eclatanti nella storia giudiziaria del Tribunale, per alcuni imputati si è concluso definitivamente per altri invece che hanno impugnato le condanne in Appello deve essere fissata ancora la data in Corte di Cassazione. Ma l'inchiesta si è spacchettata in più processi.