Latitanza finita per Gianfranco Mastracci evaso dagli arresti domiciliari dallo scorso giugno, imputato nel processo Alba pontina dove era stato condannato in Corte d'Appello a tre anni e quattro mesi. Nei confronti del 37enne di Latina era stato emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere e l'altra sera sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo ad individuarlo ad Aprilia dove aveva deciso di nascondersi. A quanto pare - secondo l'ipotesi degli investigatori - era sul punto di cambiare zona. I militari lo hanno sorpreso alla guida di una Smart insieme alla sua convivente e dagli accertamenti sono emersi diversi particolari: l'auto oltre ad avere una targa clonata di un'altra vettura dello stesso tipo che circolava ad Aprilia in modo da eludere in questo modo i controlli, era stata sottoposta a delle modifiche interne molto significative per trovare degli spazi che servivano - secondo i detective - ad occultare alcune armi. Dall'ispezione del veicolo è emerso che il vano portaoggetti sul cruscotto era stato modificato in modo da avere uno spazio vuoto e sul bagagliaio posteriore era stato rimosso una parte del rivestimento per avere altri due spazi vuoti. Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal maggiore Antonio De Lise, ad individuare Mastracci al termine di controlli incrociati e a fermarlo in tutta sicurezza nel corso di una mirata attività. Sono in corso le indagini per risalire ai fiancheggiatori e su chi possa aver aiutato Mastracci in questo periodo. Come fanno sapere in una nota i carabinieri: «L'obiettivo è di far luce su chi possa averlo agevolato la sua latitanza e ricostruire in questo modo la rete». Il 37enne è stato trasferito in carcere a Vasto.

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