L'ultimo interrogatorio di garanzia si è concluso con la scelta di restare in silenzio. L'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il verbale si è aperto e chiuso nel giro di pochissimi minuti. L'accusa era quella di maltrattamenti in famiglia. E' un'altra denuncia, l'ennesimo fascicolo aperto con un provvedimento emesso dal gip. Questa volta un uomo di 48 anni ha percosso e minacciato la madre e ha provocato dei danni in casa, tirando degli oggetti contro il muro. Rabbia e frustrazione si scontrano con la paura, la soggezione e a volte il ricatto emotivo che c'è dall'altra parte. E' uno dei tantissimi casi che sono in crescita rispetto al passato dei reati cosiddetti familiari.

Sono condotte che hanno una portata ampia: dai maltrattamenti, allo stalking, alle minacce. Mogli, compagne, tutte precedute dalla parola ex, ma anche padri e madri sono le vittime della furia che si consuma tra le mura domestiche e ad un certo punto raggiunge il livello dell'esasperazione. Scatta la denuncia perché ora ci sono: coraggio, consapevolezza e maggiore tutela.

Sono i reati i che in gergo vengono definiti di natura «affettiva» e in estate registrano un aumento. Spesso a colpire nelle denunce sono oltre alle condotte fisiche violente anche le frasi molto forti che lasciano cicatrici. I fatti che hanno portato ad emettere un divieto di avvicinamento di duecento metri da parte del giudice Giorgia Castriota nei confronti dell'imputato che ha terrorizzato la madre, sono avvenuti a Latina e le modalità - come emerge sempre più spesso dalle indagini - sono sempre le stesse.
Quando sono i figli che ricattano i genitori per motivi di denaro, al centro del tira e molla ci sono richieste di soldi per comprare la droga. Il disagio familiare si accompagna a situazioni di natura psicologica estremamente delicate. Se i numeri rispetto al passato sono in crescita, la risposta è una: adesso si denuncia di più, si ha molta più fiducia, le vittime si sentono più protette e tutelate sotto tutti i punti di vista, oltre che fisico anche psichico. I reati di atti persecutori che rientrano nella tipologia dello stalking e poi i maltrattamenti in famiglia, sono monitorati con grande attenzione in Procura.

Nell'ufficio giudiziario di via Ezio è stato acceso da tempo un faro con una procedura che è utilizzata da polizia e carabinieri nel momento in cui intervengono in un luogo dove la parte offesa ha chiesto aiuto. In questo caso la prima cosa da fare è quella di mettere in sicurezza la vittima e in un certo senso «blindarla».

Proprio questo iter - portato a termine in occasione degli interventi sta conducendo a dei risultati sotto il profilo della prevenzione significativi che hanno provocato una maggiore sicurezza da parte delle vittime nel denunciare gli episodi. Nel 2019 è entrato in vigore il Codice Rosso e la Procura si è fatta trovare prontissima.

C'è un dato importante relativo a quel momento storico: appena due anni fa, all'epoca il 5% dei fascicoli aperti in via Ezio in un anno, era relativo a reati di violenza e di stalking. In Procura per fronteggiare questi reati era stato formato un pool di investigatori specializzati. Rispetto a quel momento è stato registrato un incremento come testimonia l'alto numero di provvedimenti emessi dal Tribunale su richiesta dei pm. C'è meno paura e più coraggio.