La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Sarà il guidice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese a decidere il prossimo otto febbraio se un uomo di 76 anni, accusato di aver abusato sessualmente della nipote, una minore, sia da processare oppure no e quindi la sua posizione è da archiviare.

L'inchiesta - coordinata dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza - si è definitivamente conclusa e una volta che sono state raccolte tutte le risultanze investigative è stato chiesto il rinvio a giudizio, sulla scorta delle dichiarazioni rilasciate dalla parte offesa: una bambina che secondo l'accusa era stata pesantemente molestata dal nonno in occasione delle feste di Natale del 2019. I fatti erano avvenuti vicino Latina e tra le fonti di prova raccolta dagli inquirenti, ci sono le dichiarazioni della madre della bambina oltre che una segnalazione anche del servizio di neuropsichiatria infantile. La Procura contesta anche l'aggravante oltre che della minore età anche del vincolo parentale, puntando su una serie di elementi a partire dall'abuso per la condizione di inferiorità fisica e psichica della minore che all'epoca dei fatti aveva meno di 10 anni.

Il caso molto delicato e dai risvolti drammatici era venuto alla luce in occasione del lockdown del 2020 quando la madre della bambina aveva notato nella figlia un comportamento molto strano e singolare.

A distanza di qualche mese da quando aveva trascorso il Natale con alcuni parenti, la piccina aveva riferito che uno zio l'aveva molestata pesantemente in occasione dei giorni di festa e durante qualche momento di intimità.

Una volta che la ragazzina si era confidata con la madre, erano scattate le indagini dei carabinieri del Comando Provinciale di Latina e l'anziano era stato indagato a piede libero. I primi sospetti sono emersi in occasione di una telefonata nel febbraio del 2020 quando la piccola mentre parlava con lo zio che voleva salutarla, a quanto pare ha preso il telefono andando in una zona più appartata e in quell'occasione l'uomo si era raccomandato alla nipote di non dire niente a nessuno a proposito dell'incontro avuto insieme e che quello doveva restare un segreto tra loro. Adesso che la Procura ha chiuso l'inchiesta tra sei mesi il via all'udienza preliminare.