Il Comune di Latina ha presentato il conto, salatissimo, a uno degli indagati dell'inchiesta sugli atti falsi prodotti dal geometra dell'ufficio ambiente Nicolino De Monaco detto Nico. Il destinatario dell'ordinanza dirigenziale numero 215 dello scorso 5 agosto, resa pubblica dall'ente municipale solo giovedì, è il romano Pietro Cannone di 78 anni, che dal 2001, dopo essersi visto bocciare la pratica di condono, continua a vivere in un'abitazione del lido di Latina confiscata dal Comune in seguito alla mancata demolizione dell'abuso edilizio. Anche alla luce di quanto emerso nel corso dell'indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo investigativo, il Servizio patrimonio edilizia pubblica ed espropri ha definito l'iter per quell'immobile disponendo che venga sgomberato, e in più ha calcolato l'indennità che il vecchio proprietario deve riconoscere all'ente per avere occupato una casa non più sua: la stima è di 619,93 euro al mese per vent'anni, per un totale di 152.812,75 euro.

L'ultima gestione dell'ufficio comunale Antiabusivismo e Condono è stata proficua nella definizione di pratiche pendenti da qualche decennio, ma è ancora notevole la mole delle procedure di recupero degli immobili confiscati mai eseguite dal Comune. Perché per un lungo periodo l'ufficio tecnico ha continuato ad acquisire al patrimonio dell'ente locale gli abusi edilizi che i rispettivi proprietari non si affrettavano a demolire entro i termini di legge, ma troppo spesso restavano vacanti gli atti di trascrizioni delle confische o semplicemente i solleciti di sgombero.