Il Sindaco Mauro Primio De Lillis torna sulla questione dei servizi sanitari territoriali dopo il recente episodio della mancanza del medico a presidio del PAT.

"Per ogni Amministratore, il buon funzionamento del PAT e la sua apertura a tempo continuato per 24 H rappresenta un punto irrinunciabile. Soprattutto quando il PAT rappresenta l'unico presidio sanitario sul territorio. A settembre chiederemo un incontro alla Direzione della Asl di Latina – fa sapere il Sindaco De Lillis - per affrontare tutte le tematiche e pianificare le attività."

Gli obiettivi riguardano tutta la medicina territoriale, a fronte dei quali la Regione e la Asl Latina hanno stanziato sul Comune di Cori € 1.200.000,00 per la realizzazione della Casa della salute. Il progetto, molto atteso sul territorio, è al vaglio dei tecnici regionali ed a breve inizierà l'iter amministrativo per la sua approvazione. Tra i vari passaggi necessari per l'approvazione ci sarà anche la consultazione degli stakeholders: la società civile, le associazioni, i medici di famiglia, etc. con l'obbiettivo di raccogliere i punti di vista dei vari soggetti e rendere il progetto il più aderente possibile alle esigenze della realtà locale.

E ancora, ricorda il Sindaco, la Asl Latina ha dotato la struttura di Cori di numerosi macchinari diagnostici (apparecchiature per la telemedicina, la radiografia, etc.) che debbono essere resi disponibili con l'individuazione delle figure professionali necessarie. Il Sindaco sottolinea come sia stata affrontata la carenza del medico di base per la comunità di Giulianello, ma occorre un impegno maggiore per garantire un'assistenza sanitaria adeguata ai cittadini.

"Le preoccupazioni per questa situazione sono legittime e doverose. Inoltre – sottolinea sempre il Sindaco De Lillis – occorre rafforzare l'attenzione in vista delle consistenti risorse che arriveranno grazie al PNNR. La Regione Lazio e l'Asl Latina, nonostante la delicata situazione causata dalla pandemia, hanno continuato a lavorare ed ora bisogna attivare i servizi. L'Amministrazione del comune di Cori intende favorire la definizione e la realizzazione di questi progetti nodali ed epocali, evitando di alimentare bagarre politiche improduttive per il bene della collettività".

Una comunicazione che arriva a margine di un'accusa dura, da parte del senatore di FdI Calandrini, alla Regione Lazio. "I fatti accaduti domenica al Punto di Assistenza Territoriale (PAT) di Cori sono l'emblema della sanità targata Zingaretti e D'Amato. Prima hanno chiuso gli ospedali del territorio, poi hanno depotenziato progressivamente i Punti di Primo Intervento, trasformati in Punti di Assistenza Territoriale, e ora li stanno lasciando senza medici, rendendoli inservibili per l'utenza. Quanto accaduto domenica è di estrema gravità. La mancanza di un medico al PAT di Cori è stata a tutti gli effetti un'interruzione di pubblico servizio che è andata a gravare su una popolazione già in difficoltà per la mancanza di medici di base. Tutto questo in piena estate, quando sono più frequenti malori dovuti al caldo, e quando siamo purtroppo ancora alle prese con una gravissima pandemia. Insomma, questo è un momento storico dove ci vorrebbero più medici e più strutture sanitarie, e invece le comunità di Cori e Rocca Massima sono rimaste del tutto prive di assistenza in tal senso, costrette a recarsi a Cisterna o a Latina, a chilometri di distanza. Non si può certo dare la colpa al medico che doveva essere in servizio ed ha accusato un malore, ma alle istituzioni e alla politica, che hanno fatto in modo che non ci fossero alternative per sostituirlo. Zingaretti e D'Amato dovrebbero chiedere scusa e venire a toccare con mano la sanità che hanno creato, o meglio, che hanno distrutto, e le condizioni in cui hanno ridotto punti di eccellenza e di riferimento come era ad esempio l'ospedale di Cori".