A sedici anni dall'autorizzazione e a quindici dalle ordinanze di demolizione arriva la sentenza che stabilisce l'esistenza di opere edilizie abusive e dannose per il territorio dentro l'ex campeggio Fogliano. Nel frattempo confiscato e passato al patrimonio del Comune. Più di altre, questa vicenda porta con sè il simbolo della giustizia lenta e insieme dello scempio di vasti tratti del litorale pontino.

Il verdetto
La decisione della VI sezione del Consiglio di Stato pubblicata in queste ore, in realtà, conferma quanto già stabilito dal Tar di Latina nel «lontano» 2014, quando appunto fu ritenuta legittima l'ordinanza di abbattimento di molte opere abusive riscontrate dalla polizia locale dentro il campeggio Fogliano. Il ricorso in secondo grado era stato presentato dalla società titolare del camping, ossia la Immobil Turist srl e dal legale rappresentante, Giuseppe Antonio Valle, che avevano appunto chiesto la riforma della sentenza del Tar di sette anni fa, la quale a sua volta avallava un'ordinanza del 14 novembre 2005 con cui si «disponeva la demolizione di opere edilizie realizzate abusivamente all'interno del camping». I ricorrenti avevano sottolineato che non si trattava di opere stabili. Invece i giudici, in accoglimento delle controdeduzioni del Comune, hanno affermato che le «opere sanzionate presentano piena rilevanza urbanistica in quanto si tratta di piazzole, unità abitative, strutture in materiale vario e come tali idonee a determinare una stabile modificazione del territorio, rilevante ai fini urbanistici».

I tentativi di rimediare
Su alcuni degli abusi contestati la società aveva depositato istanza di sanatoria e tale aspetto era stato inserito nel ricorso, anch'esso comunque rigettato in quanto le opere che i ricorrenti attribuivano all'attività di campeggio in realtà non avrebbero alcun bisogno di concessione edilizia proprio in quanto non stabili, bensì amovibili. «Per espressa statuizione normativa - si legge nella sentenza - non solo l'attività di campeggio non prevede la realizzazione di opere stabili e permanenti, quali quelle contestate dall'amministrazione, ma occorre anche che i mezzi di pernottamento devono essere trasportabili per via ordinaria». Come risulta dai verbali della polizia locale, invece, nel campeggio erano state trovate, tra l'altro, roulotte prive delle «parti necessarie per la locomozione», dunque erano lì come posti fissi. Il campeggio Fogliano fu regolarmente autorizzato come tale dal consiglio comunale di Latina nel 2005 e l'autorizzazione all'attività era annuale, rinnovabile. L'esito finale di questa lunga battaglia giudiziaria è la conferma dell'ordinanza di demolizione. a latere, intanto, si è concluso ormai quattro anni fa, anche il procedimento che ha portato alla confisca dell'intera area di due ettari e mezzo a ridosso del lungomare. Il camping Fogliano di Latina (ex Clemalù) infatti è stato confiscato per effetto della sentenza della Corte di Appello.

La fine
Il terreno su cui insiste in via Casalina è di fatto nella disponibilità del Comune che a questo punto deve stabilire quale sarà la destinazione finale e in questo senso la conferma degli abbattimenti arriva ormai fuori tempo massimo. Il campeggio era stato sequestrato nell'estate del 2007 e nel 2010 è stata dichiarata la prescrizione dei reati contestati al proprietario ma nel frattempo è anche partito l'iter della confisca perché veniva contestata la lottizzazione abusiva, confermata due volte in secondo grado, anche dopo il rinvio della Cassazione. E' ipotizzabile che adesso quello spazio diventi qualcosa di diverso dal campeggio che è stato, o lottizzazione abusiva che dir si voglia, un parco o un'area di servizi che, in fondo, in quella parte del litorale manca.