Una discussione condominiale che sfocia in una lite animata e nello stalking. E' quello che è successo a Latina e che ha portato all'arresto di un uomo di 66 anni, un incensurato, accusato di atti persecutori nei confronti di un vicino di casa minacciato con un coltello. Ieri nel corso dell'interrogatorio davanti al giudice Mario La Rosa, l'indagato, difeso dall'avvocato Gian Luca La Penna, si è difeso sostenendo che non si è trattato di stalking ma di una unica discussione avvenuta lo scorso 25 agosto. L'uomo ha cercato di ridimensionare le accuse contestate dal pubblico ministero Marco Giancristofaro e a margine dell'audizione il giudice ha accolto la richiesta della difesa che aveva puntato su una misura meno afflittiva, sulla scorta di una serie di circostanze a partire dall'incensuratezza dell'uomo. Alla fine il magistrato ha convalidato l'arresto e ha disposto il divieto di dimora a Latina e l'obbligo di non avvicinarsi alla parte offesa che aveva chiamato la polizia.
Nel corso dell'intervento gli agenti avevano sequestrato dei coltelli nell'auto del pensionato e l'uomo davanti al magistrato si è difeso spiegando che li aveva in auto perchè stava traslocando e li aveva lasciati nella vettura. L'episodio era avvenuto in una zona centrale della città e si era reso necessario l'intervento degli agenti della Squadra Volante per placare gli animi in occasione di un litigio che era diventato dai toni sempre più minacciosi. Il 66enne era stato trasferito in carcere a Velletri a disposizione dell'autorità giudiziaria e ieri è tornato in libertà. Secondo l'accusa il primo episodio ritenuto inquietante era avvenuto mercoledì quando il vicino di casa aveva riferito di essere stato minacciato di morte ma all'arrivo degli agenti il 66enne non c'era. Subito dopo si era presentato nel cortile del condominio impugnando un coltello da cucina invitando il vicino a scendere di casa. E così quando i poliziotti sono arrivati l'uomo gli è andato incontro impugnando la lama.