«Da questo fine settimana forniremo ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta i nominativi dei loro assistiti affinché possano procedere ad una chiamata pro-attiva rispondendo anche a eventuali dubbi e domande sulla vaccinazione, in modo da convincere chi non si è ancora vaccinato a farlo». Lo ha dichiarato l'altro giorno l'assessore alla Sanità regionale in vista dell'iniziativa che partirà il primo settembre e che darà la possibilità agli utenti di potersi vaccinare presso tutti gli hub del Lazio senza bisogno della prenotazione, ma presentandosi con la sola tessera sanitaria. Insomma si apre la caccia al non vaccinato e per farlo la Regione si sta attrezzando inviando ai medici di famiglia la lista dei pazienti ancora restii, per i più svariati motivi, a sottoporsi alle somministrazioni del farmaco anti-Covid. Con la raccomandazione di contattare i pazienti riottosi «uno per uno» per spiegare, per sciogliere dubbi, per chiarire perplessità. La situazione del contagio è ancora tutto sommato tranquilla, ma in vista dell'arrivo dell'autunno per evitare nuove difficoltà si punta sull'aiuto dei vaccini dato che ormai i ricoveri per Covid riguardano soltanto i non vaccinati, tranne qualche rarissima eccezione. «Secondo le nostre proiezioni durante il prossimo mese potrebbe essere superata l'asticella dell'80% dei vaccinati - ha sottolineato Alessio D'Amato - e proprio per agevolare il raggiungimento di tale obiettivo sarà necessario che aumenti la platea degli utenti che si sottoporrà alle somministrazioni».

L'opera di convincimento a cui dovranno dedicarsi i medici di famiglia sarà tutt'altro che semplice perché sembra difficile che chi non ha voluto vaccinarsi finora, di punto in bianco ci ripensi. «Mai dire mai - ha sottolineato con ottimismo Enzo De Amicis, medico vaccinatore del capoluogo da sempre grande sostenitore della campagna vaccinale: è stato lui a spendersi per mettere a disposizione della Asl la struttura del teatro San Francesco, uno dei maggiori hub del territorio - Penso che si possano convincere a vaccinarsi quelle persone che finora non hanno voluto farlo - ha puntualizzato De Amicis - Non si tratta esclusivamente di no vax, ma anche di soggetti che non si sono vaccinati per svariati altri motivi. La Regione manderà l'elenco dei pazienti non vaccinati da convincerli? Veramente questo sistema lo abbiamo da mesi, bastava aggiornarlo per rendere la pratica più veloce e snella. Ma va bene lo stesso così, aspettiamo l'elenco che non è ancora arrivato».

Arriverà. Si spera in tempi brevi. «Una valutazione però mi sento di farla - ha continuato De Amicis - Il nostro compito da quanto si è capito sarà quello di convincere i restii ad andare a vaccinarsi negli hub, specie adesso che lo si può fare senza bisogno della prenotazione. Ma non era più semplice dare a noi le dosi per i nostri pazienti? Non sarebbe più semplice far cambiare idea ad un paziente dicendogli vieni da me che ti vaccino io? Piuttosto che, una volta convinto, dirgli di recarsi nell'hub più vicino con la tessera sanitaria?».

Quindi di vaccini per i medici di base adesso non ce ne sono? «Attualmente no - ha risposto De Amicis - Sono andato qualche giorno fa a chiederli alla Asl, ma la risposta è stata negativa (ai medici di base le dosi mancano da quasi due mesi, ndr). Per cambiare le cose basterebbe rimodulare le scorte di vaccini, consegnandole anche a noi che abbiamo aderito alla campagna, per affrontare al meglio questo rush finale. Ora con l'obbligo del Green pass probabilmente chi non è venuto a vaccinarsi prima, forse lo farebbe. La soluzione migliore sarebbe affidare ai medici di base, che hanno dato il consenso, la vaccinazione dei propri assistiti e indirizzare negli hub coloro che, invece, sono assistiti da un medico non vaccinatore. E' il tassello che manca per completare il mosaico».