Proseguono le indagini degli inquirenti dopo la scoperta e il maxi sequestro di quasi due tonnellate di marijuana nel rimorchio di un tir fermo a Napoli e riconducibile a Marco Panetta - autista di Cisterna che lavora per ditta del comune pontino - arrestato nelle scorse ore dalla Squadra Mobile e Gico della Guardia di Finanza.

Il 48enne, difeso dall'avvocato La Penna, è comparso davanti al giudice Giuseppe Cario, ed ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il blitz interforze messo in atto mercoledì sera è stato infatti, l'atto finale di una lunga attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, con il supporto del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza; un'operazione tesa a bloccare una filiera criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Una sinergia che adesso vede coinvolto anche il Tribunale di Latina. Le indagini comunque si concentrano su Napoli visto anche il precedente, risalente al 2013, che riporta sempre al capoluogo campano. In quella circostanza, l'autista venne arrestato al confine franco-tedesco (e poi successivamente liberato), mentre guidava un tir - con tappa finale Napoli - con all'interno 330 kg di cocaina.

Questa volta dentro al rimorchio ben 1.675 kg di canapa semi lavorata, nascosta in dei vistosi sacchi neri; per questo gli inquirenti non credono che il 48enne fosse all'oscuro di cosa era presente nel rimorchio. Di sicuro tutta quella droga non può essere di una sola persona. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, c'è quella che vedrebbe l'autista ingaggiato come corriere da qualche associazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Di sicuro la sosta a Napoli non è stata un caso, ma probabilmente il punto di stoccaggio per smistare la droga verso altri lidi, come sottolineato dagli inquirenti.