L'aut aut della clinica Città di Aprilia per ottenere il pagamento di oltre 3 milioni di euro dalla Regione e la pressione esercitata dal Comune per evitare la chiusura del pronto soccorso sembrano aver sbloccato l'emergenza della casa di cura. A spiegarlo è il sindaco Antonio Terra, che ieri mattina ha ricevuto rassicurazioni rispetto ai pagamenti verso la clinica dalla segreteria dell'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, che sabato mattina era stato contattato proprio dal primo cittadino. «La segreteria dell'assessore D'Amato ci ha comunicato - spiega Terra - che oggi (ieri, ndr) è stato disposto tramite l'Asl di Latina parte del pagamento del credito maturato dalla clinica di Aprilia.

Ci auguriamo dunque che l'emergenza possa rientrare in tempi brevi». Il pagamento di una tranche delle fatture per i servizi resi dalla struttura sanitaria tra il 2020 e il 2021 (che ammontano complessivamente a 3,3 milioni di euro) dovrebbe dunque sbloccare la situazione dei lavoratori, che attendono il pagamento degli stipendi di luglio e che ieri hanno proclamato lo stato di agitazione anche per contestare l'apertura della procedura di cassa integrazione per 134 persone a partire da metà ottobre, decisa dalla dirigenza per fronteggiare l'emergenza finanziaria. Nei prossimi giorni molto probabilmente si tornerà alla normalità, con il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti e il ritiro della cig, ma resta da constatare come ci sia voluta una notizia shock (l'ultimatum della clinica con l'annuncio della chiusura il 15 ottobre del pronto soccorso, dei servizi ambulatoriali, dell'elisuperficie e la cessazione delle prestazioni degli Acuti) per sbloccare pagamenti del 2020. Un contrasto che va a scapito dei lavoratori e soprattutto della cittadinanza di Aprilia, che da anni lamenta l'assenza di un ospedale pubblico e che di certo non poteva perdere l'unico presidio medico della città.