Violando le più semplici norme in materia edilizia, ma anche e soprattutto i vincoli storico paesaggistici del centro di fondazione del capoluogo pontino, un'anziana donna aveva commissionato l'ampliamento del proprio attico sfruttando un ampio terrazzo con suggestivo affaccio tra piazza della Libertà e il parco Falcone Borsellino. A fermare il piccolo cantiere, sequestrando la struttura in fase di costruzione all'ultimo piano del palazzo di viale delle Medaglie d'Oro all'angolo con via Tito Speri, è stato l'intervento degli agenti della Polizia Locale che hanno notato l'illecito durante l'attività di monitoraggio del capoluogo, intuendo subito che si trattava di una struttura non autorizzata.

La verifica da parte del Nucleo di polizia giudiziaria della Polizia Locale specializzato nei reati in materia edilizia, risale al pomeriggio di giovedì, quando gli agenti del dirigente Francesco Passaretti hanno effettuato un controllo mirato, affiancati dai tecnici comunali dell'Ufficio Antiabusivismo che hanno fornito la consulenza necessaria a stabilire la legittimità dei lavori. L'ispezione al quarto piano di uno degli edifici di fondazione della città, non ha fatto altro che confermare i sospetti dei poliziotti.

I primi riscontri hanno confermato che la proprietaria dell'appartamento, una pensionata di ottant'anni circa, non era in possesso del permesso a costruire, tantomeno delle autorizzazioni necessarie - come in questo caso quando si procede alla realizzazione di strutture fisse, anche leggere - per gli edifici di pregio situati all'interno di centri storici tutelati dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (Ptpr), che a Latina contempla appunto il nucleo di fondazione ora identificato come quartiere "R-0 Littoria".

A quanto pare sul terrazzo era stata realizzata prima la tettoia in legno, comunque in assenza di titoli edificatori e pareri utili a superare i vincoli, che di recente la proprietaria dell'immobile, per creare una stanza in più, aveva fatto chiudere con pannelli in cartongesso ancora in fase di installazione all'arrivo di agenti e personale dell'ufficio tecnico municipale. Fatto sta che ora quella costruzione costituisce una volumetria aggiuntiva, circostanza che di per sé costa l'avvio del procedimento penale a carico dell'anziana proprietaria dell'appartamento, con l'ulteriore contestazione del mancato rispetto dei vincoli storici.

Parallelamente il Comune ha avviato anche il procedimento amministrativo per le sanzioni del caso e l'accertamento di conformità che porterà all'obbligo del ripristino dei luoghi, ovviamente nell'impossibilità di poter sanare una struttura del genere in un posto come quello.