Parlare male di una persona al telefono, il classico pettegolezzo tra una chiacchiera e l'altra , può costare una denuncia e anche un processo. Ne sa qualcosa una persona di Latina che in viva voce ha rilasciato dei commenti pesanti che hanno danneggiato - secondo quanto riportato nella denuncia - l'onore e il decoro di un avvocato di 50 anni. Il professionista si sarebbe reso protagonista in passato di comportamenti - sempre in base a quanto riportato nella telefonata e di conseguenza nella denuncia per diffamazione - moralmente non accettabili. Cose che non rispondono al vero, aveva sostenuto la parte offesa nella richiesta di esercitare l'azione penale nei confronti della persona che aveva espresso questi commenti denigratori. E ora a decidere ci penserà il giudice di pace.

La telefonata che risale all'aprile del 2020 era stata registrata. Da una parte la persona che è stata denunciata e dall'altra l'interlocutore che era in viva voce insieme ad altre persone che hanno ascoltato gli insulti. Alla fine i commenti sono stati riferiti all'avvocato, che ha presentato una denuncia in Questura. Si tratta di uno dei pochissimi casi in Italia che vede come parte offesa il professionista, assistito dall'avvocato Biagio Coppa. In questo caso è emersa la diffusività della denigrazione con tre persone che stavano ascoltando la conversazione. Se da un lato il reato di diffamazione non si configura secondo la Cassazione per un semplice sfogo verso una persona a causa di un risentimento, si integra in base ad una sentenza che risale al 2003 quando la divulgazione - in questo caso dei commenti - sia nei confronti di almeno due persone come nella telefonata incriminata e che rappresenta un elemento per la parte offesa da portare in aula. Il processo si celebra nell'ufficio giudiziario di via Vespucci e non è ancora entrato nella fase istruttoria. Sarà il magistrato che in questo caso dovrà accertare la responsabilità di chi si è lasciato andare ad un pettegolezzo e un commento ritenuto lesivo.