Uno degli imputati del processo che inizierà il prossimo 21 ottobre per lo scandalo dei concorsi truccati della Asl ha chiesto di essere ascoltato dal magistrato inquirente.
E' questa la strada scelta da Mario Graziano Esposito, componente della commissione dei concorsi finiti sotto indagine. E' difeso dall'avvocato Luca Giudetti e la richiesta di essere interrogato era stata presentata prima del decreto di giudizio immediato custodiale che risale allo scorso agosto, quando la Procura aveva esercitato l'azione penale. Esposito è sempre agli arresti domiciliari per la prima ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, che aveva accolto la prospettazione dei pubblici ministeri.

I magistrati del Tribunale del Riesame di Roma avevano parzialmente annullato l'ordinanza per il concorso di agosto del 2020 e confermato pienamente i capi relativi agli episodi che riguardano il concorso di dicembre per i 70 posti da assistente amministrativo a tempo indeterminato.

Nella richiesta di giudizio immediato, Mario Graziano Esposito deve rispondere di due capi di imputazione in qualità di segretario verbalizzante e quindi di pubblico ufficiale e membro della commissione insieme a Claudio Rainone per il concorso pubblico di 70 posti. E' accusato di aver formato falsamente il verbale della seduta di commissione del 29 dicembre scorso, dove attestava che la commissione chiede - secondo il capo di imputazione - alle 10,50 agli operatori della società esterna incaricata di procedere alla stampa delle tre serie di 30 quesiti ciascuna, mentre con Rainone - per l'accusa - già dal 27 novembre tramite un accesso alla piattaforma informatica creata per questo motivo erano a conoscenza dei quiz. I giudici del Tribunale del Riesame in sede di valutazione della posizione di Esposito avevano tolto alcuni capi di imputazione originari relativi al falso nel verbale d'esame che risale all'ottobre del 2020. Sempre il Riesame aveva tolto anche la contestazione sulla rivelazione delle domande ai candidati in anticipo rispetto alla prova. Erano rimaste in piedi invece tutte le altre contestazioni, tra cui proprio il falso relativo al verbale del secondo concorso del 29 dicembre. L'inchiesta dei detective della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza ha portato ad una prima operazione scattata lo scorso maggio con la notifica del provvedimento cautelare richiesto dal pubblico ministero Valerio De Luca e dall'Aggiunto Carlo Lasperanza e firmato dal giudice Giuseppe Cario.
La misura aveva riguardato sia Esposito che Rainone. Entrambi in sede di interrogatorio di garanzia si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. In un secondo momento, poche settimane dopo, era stato emesso un secondo provvedimento, oltre che nei confronti di Rainone, anche dell'ex segretario del Pd Claudio Moscardelli. Il processo è previsto per il prossimo 21 ottobre.