Ha ricostruito le modalità dell'estorsione all'imprenditore abruzzese e ha toccato anche altri punti. E' stato il turno del controesame del collaboratore di giustizia Agostino Riccardo, ieri nel corso del processo Scheggia che vede sul banco degli imputati l'ex consigliera regionale Gina Cetrone, l'ex marito Umberto Pagliaroli, Armando Lallà Di Silvio e i figli Gianluca e Samuele, accusati di estorsione con l'aggravante mafiosa.
Il collaboratore, collegato in videoconferenza da una località protetta, ha offerto un racconto accompagnato da diversi particolari. E' una ricostruzione contestata dalle difese che aveva già proposto in occasione dello scorso giugno durante la prima deposizione davanti ai pm. Ieri durante l'escussione iniziata poco prima delle 13,30 e finita nel pomeriggio dopo oltre tre ore, l'ex componente del clan di Silvio ha spaziato a largo raggio: dall'estorsione di Pescara fino alla campagna elettorale di Terracina del 2016, passando anche per Latina dove - come era accaduto in occasione dell'udienza dello scorso giugno - ha chiamato in causa l'ex sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi (non coinvolto nel procedimento). «Nella primavera del 2013 ci aveva sponsorizzato perchè ci conosceva, dicendo di andare dalla Cetrone», ha detto Agostino Riccardo. La difesa dell'ex consigliera regionale ha chiesto di far testimoniare proprio l'ex sindaco del capoluogo. A seguire il collaboratore ha parlato anche di quando in occasione della campagna elettorale del 2016 accompagnarono ad un comizio di Gina Cetrone a La Fiora l'ex presidente della Provincia Armando Cusani (anche lui non coinvolto nel procedimento), all'epoca dei fatti presidente della Provincia e sindaco di Sperlonga. Il legale dell'imprenditrice ha chiesto di far ascoltare in aula anche Cusani e tutte le altre persone citate per verificare la fonte.