Proseguono le indagini per l'omicidio del 17enne di Formia Romeo Bondanese, rimasto vittima di un'aggressione lo scorso febbraio. L'8 settembre, il sostituto procuratore Maria Perna, incaricata di seguire il caso, ha chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale dei Minorenni di Roma, una proroga di sei mesi per completare le indagini avviate dal commissariato di Polizia di Formia. Questo per permettere con alta probabilità, la conclusione degli esami tossicologici assegnati dalla dottoressa del Policlinico Gemelli Sabina Strano Rossi, avviati già nei mesi scorsi. L'obiettivo sarà quello di poter verificare se i partecipanti alla rissa, o le stesse vittime dell'aggressione della sera di martedì grasso, presso il piazzale prospiciente il ponte Tallini di Formia, abbiano assunto o meno sostanze stupefacenti prima dell'avvenimento dei fatti.
Il quadro indiziario non è ancora chiaro e la Procura ha chiesto che vengano svolti nuovi accertamenti investigativi anche per definire le eventuali responsabilità su un delitto ancora accompagnato da zone grigie, in mancanza di un'effettiva arma del delitto.
Gli inquirenti hanno cominciato d'altra parte a restringere il campo degli indagati, inizialmente arrivati a contare circa 20 persone nelle scorse settimane. Iniziano così a delinearsi le posizioni di alcuni dei partecipanti alla rissa del 16 febbraio. Le posizioni di alcuni dei ragazzi partecipanti infatti, sono state stralciate limitandosi ad un gruppo più ristretto di ragazzi, circa 4, della provincia di Caserta e lo stesso cugino di Romeo, attualmente accusati di concorso per rissa aggravata. Per il delitto invece, resta al momento indagato solo l'altro 17enne di Casapulla, C.B., ma gli accertamenti non sono ancora conclusi. Il presunto accoltellatore, che con un solo fendente mortale avrebbe reciso l'arteria femorale del 17enne formiano, come stabilito dall'esame autoptico sul corpo del ragazzo, resta attualmente ai domiciliari. Il gip della Procura presso il Tribunale dei Minorenni di Roma, ha predisposto il provvedimento per il giovane, difeso dagli avvocati Luigi Tecchia e Giuseppe Biondi del Foro di Napoli, in misura cautelare gli arresti domiciliari nell'abitazione dei genitori. L'imputazione a cui è stato ascritto l'omicidio è quella di preterintenzionale e lesioni gravissime, ai danni del cugino della vittima, anche lui ferito e successivamente dimesso dopo un'operazione.