Condanne confermate in Corte d'Appello a Firenze per il carico di cocaina arrivato dal Sud America. Le indagini dal Cile avevano indirizzato gli investigatori fino al capoluogo pontino. Nel corso di una operazione della Guardia di Finanza di Livorno, nel luglio del 2018, erano stati arrestati Luigi Ciarelli, 50 anni, destinatario di un provvedimento restrittivo e in carcere per l'operazione Reset, Benito Aversano e Claudio Pitolli, rispettivamente di Aprilia e Anzio. Nel corso dell'inchiesta erano stati sequestrati ottanta chili di cocaina. Nei giorni scorsi si è svolto il processo a Firenze ed è stata emessa la sentenza.

In secondo grado ha pienamente retto l'impianto accusatorio, che è rimasto invariato. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado mentre la difesa ha tentato di scardinare le accuse.
Alla fine della camera di consiglio i giudici hanno confermato le pene di primo grado: 12 anni per Luigi Ciarelli e nove anni e otto mesi e nove anni e quattro mesi per Aversano e Pitolli. Scontato che una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza le difese presenteranno ricorso in Corte di Cassazione.

L'accusa contestata era quella di importazione di sostanza stupefacente ed era stata ipotizzata l'aggravante dell'ingente quantità.

L'operazione chiamata White Iron aveva indirizzato gli investigatori della Guardia di Finanza dal Cile fino a Latina. A insospettire gli inquirenti una serie di anomalie riscontrate in una cisterna d'acqua.

Dagli accertamenti è emerso che la droga era nascosta nelle intercapedini di un container che a gennaio del 2018 era sbarcato al porto di Livorno e i panetti erano all'interno di alcuni supporti di metallo che dovevano trasportare una cisterna d'acqua di grosse dimensioni.
A quel punto i sospetti della Finanza e dell'Agenzia delle Dogane hanno portato ad un controllo e la scannerizzazione del carico ha permesso di recuperare 160 panetti di forma circolare ognuno dal peso di 500 grammi simili a dei dischi. Per estrarli ci sono voluti diversi giorni. La cocaina era finita sotto chiave ma i finanzieri avevano ugualmente controllato i movimenti del carico e lo hanno seguito fino in provincia di Latina. Gli investigatori erano riusciti a risalire ai destinatari. Avevano infatti deciso di ripristinare la cisterna nel tentativo di individuare la destinazione finale del carico. In fase di indagini preliminari la Procura di Livorno e il pubblico ministero Massimo Masucci avevano nominato un consulente di parte per stabilire il grado di purezza della sostanza stupefacente. Si era trattato di uno dei più grandi sequestri di droga degli ultimi anni. Nei giorni scorsi a Firenze si è concluso il processo in Corte d'Appello per i tre imputati.