E' stato sospeso un altro dipendente della sanità pontina. Lo ha deciso la Asl Latina applicando la normativa verso il personale di ospedali, cliniche e ambulatori che non si è sottoposto alla vaccinazione anti Covid-19. Il provvedimento di sospensione, arrivato dopo una nuova riunione della commissione aziendale (svolta il 14 settembre), è stato ufficializzato ieri con una delibera pubblicata sull'albo pretorio. L'azienda sanitaria ha reso operativo con l'atto numero 922 l'allontanamento dal luogo di lavoro di un altro operatore della sanità pontina (non si tratta di un medico) che ha scelto di non sottoporsi alla vaccinazione, consapevole delle conseguenze. In totale, finora, sono sei i dipendenti allontanati dal lavoro perché non vaccinati (un settimo, una dottoressa in regime di aspettativa fuori dall'Italia - inizialmente sospesa - è stata reintegrata presentando un certificato vaccinale estero, ma comunque valido e che le ha consentito di evitare la sospensione).

L'attività svolta dalla Asl è stata alquanto articolata per mettersi al passo col trend regionale dei provvedimenti a carico di chi ha deciso di non volersi vaccinare malgrado presti servizio in campo sanitario. Il primo passo è stato quello di rintracciarli, è seguito l'invio degli avvisi: si è partiti da circa 350 dipendenti non vaccinati (tra loro anche donne in gravidanza o in allattamento e soggetti esentati dalla vaccinazione) per arrivare, dopo gli ultimi ripensamenti, alla scrematura finale. Per adesso sono stati sospesi dal servizio sei dipendenti, ma ci dovrebbero essere altri irriducibili che rischiano di fare la stessa fine. Nella lista nera ci sarebbero ulteriori medici e infermieri ancora senza una dose del farmaco anti-Covid e, anche loro come i primi sei, prossimi alla sospensione. Ma per adesso il numero degli altri no vax della sanità resta top secret. Per dare numeri certi la Asl attenderà - come fatto finora - che le sospensioni siano ufficiali comunicando i dati dopo le decisioni.