Per quale motivo è stato creato un ponte violando un vincolo paesaggistico per mettere un collegamento un terreno confinante con l'area dove la Paguro propone di realizzare una discarica? E' quello che probabilmente si chiedono anche i carabinieri Forestali del Nipaf che mercoledì hanno sequestrato tutta l'area che si trova al confine, denunciando un ragazzo di 28 anni di Albano Laziale per i reati di occupazione abusiva di suolo pubblico e opere edilizie abusive in area vincolata paesaggisticamente. Il 28enne è stato denunciato in qualità di amministratore unico della Frales srl, un'azienda agricola proprietaria del terreno che è controllata al 100% dalla M.T.S. Ambiente Innovazioni e Tecnologie, società riconducibile a Cristina Meloni, moglie del patron della Rida Ambiente Fabio Altissimi. Ed anche la società Paguro è della M.T.S., la proprietà si difende affermando che stavano cercando di ricostruire l'argine del corso d'acqua franato ma per il momento la zona resta sottoposta a sequestro preventivo. Il ponte sul fosso demaniale del Buon Riposo (un affluente del fosso della Moletta) secondo gli inquirenti avrebbe non solo violato un vincolo paesaggistico, ma avrebbe anche portato all'occupazione di un'area demaniale, oltre alle altre ipotesi di reato come l'abuso edilizio per la realizzazione di opere idrauliche ed edilizie - in zona sottoposta a vincolo - in assenza di autorizzazione.
L'intervento del Nipaf dei carabinieri Forestali sarebbe partito a seguito di un esposto inoltrato dal Comune di Aprilia, al quale erano arrivate delle segnalazioni. Dagli uffici comunali c'è il massimo riserbo sulla notizia, anche dallo stesso assessorato. «Ringrazio - afferma l'assessore all'Ambiente, Monica Laurenzi - il lavoro del corpo forestale dei carabinieri, dell'ufficio dell'assessorato all'Ambiente e la collaborazione preziosa dei cittadini, che sono le vere sentinelle del territorio. Siamo in attesa di ulteriore sviluppi».
Ma soprattutto la questione riporta a galla il tema della discarica, visto che sull'area della Paguro la società ha presentato un progetto per realizzare un sito di stoccaggio per rifiuti non pericolosi collegando alla bonifica del sito inquinato da ignoti negli anni ‘80. Una proposta che preoccupa i cittadini di La Cogna, che da mesi si battono contro il progetto. «Stiamo aspettando la terza e decisiva conferenza dei servizi che sancisca un diniego assoluto - scrive il comitato La Cogna da borgata a quartiere - alla realizzazione di una discarica nel sito, dunque questa per noi è una ragione in più per non mollare». Timori che vengono raccolti dal presidente della commissione Ambiente, Vincenzo Giovannini. «Indubbiamente quanto accaduto è anomalo, se ho capito bene in una zona anche difficile da individuare. Con gli uffici e l'assessorato - dice Giovannini - approfondiremo la questione e, se necessario, convocheremo una commissione per dare risposte ai cittadini allarmati che risiedono nella zona».