Cercano tracce e nuovi elementi sia i carabinieri forestali del Nipaaf che i Vigili del fuoco per risalire all'autore o agli autori del maxi incendio che ha distrutto 35 ettari a Latina. A distanza di otto giorni dal violento rogo, si è svolto un nuovo sopralluogo congiunto. Il reato ipotizzato sul fascicolo del pubblico ministero Marco Giancristofaro è quello di incendio doloso. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni fase di quel mercoledì infernale che ha paralizzato mezza città. Si cercano i punti precisi di innesco in via Regione Veneto nell'area verde dove sono stati ritrovati dei contenitori e un accendino che sono stati repertati e sono finiti in laboratorio per tutte le analisi previste in questi casi.

I detective specializzati stanno cercando di dare un riscontro anche alle testimonianze raccolte fino a questo momento analizzando i filmati delle telecamere che si trovano nella zona, tra via dell'Agora, via Isonzo e via Regione Veneto da dove è partito tutto. Soltanto grazie all'immediato intervento dei soccorritori è stato evitato il peggio. L'incendio proprio all'angolo tra via Isonzo e via dell'Agora, all'ingresso della città, poteva avere conseguenze peggiori per la presenza di un distributore di benzina. Le fiamme hanno minacciato diverse abitazioni e poi alcuni uffici oltre che due scuole del capoluogo pontino.