Ecco la nota della capolista di Lbc, Elettra Ortu La Barbera in merito alla notizia di una condanna ricevuta negli anni scorsi nell'ambito della sua attività professionale:

"Stamattina mi sono svegliata e ho dovuto constatare che la macchina del fango aveva colpito ancora. Mi hanno sbattuto in prima pagina per una storia vecchia, riguardante una questione burocratico-amministrativa che mi è capitata anni fa durante l'esercizio della mia professione medica.

Non credo sia un caso che a tre giorni dal voto, venga dato così grande risalto a una vicenda che peraltro non costituisce alcuna pregiudiziale alla mia candidatura al consiglio comunale. Siamo davanti ad un chiaro attacco politico nei confronti della capolista e segretaria di Latina Bene Comune e del Sindaco Damiano Coletta.

Fanno così perché hanno paura del cambiamento, vogliono fermarlo e sono pronti ad utilizzare qualsiasi mezzo, anche infangare le professionalità, le vite delle singole persone e delle loro famiglie. Fanno così perché sono disperati e deboli, e cercano con la violenza delle accuse di intimidire chi sceglie di schierarsi dalla parte del bene comune. Fanno così perché vogliono screditare una donna, una professionista, una politica che si batte per le pari opportunità perché hanno paura che Latina possa ancora cambiare, diventare realmente la città delle donne.

Il mio impegno è sempre stato caratterizzato dalla trasparenza e dal rapporto diretto con le persone, soprattutto nell'esercizio della mia professione. Credo sia doveroso che tutti voi sappiate realmente come stanno le cose: si tratta di una vicenda dai profili burocratico-amministrativi che non ha danneggiato alcuno e che, in una fase della mia vita che mi vedeva particolarmente impegnata nel lavoro, ho preferito definire nella sua fase preliminare essendomi consentito, non volendo trascinare la questione nelle aule di tribunale per troppi anni come succede a tante persone. Nello specifico si tratta di una correzione di un mero errore materiale che non ha comportato alcun richiamo disciplinare da parte della Direzione Sanitaria della ASL.

Tale evenienza non risulta nei registri ufficiali in quanto ritenuta non meritevole di menzione sugli stessi certificati - il casellario giudiziale e i carichi pendenti - che ho richiesto come previsto dalla legge e che ho prodotto. Questa vicenda non produce alcuna limitazione né per la mia carriera professionale né per la mia candidatura al consiglio comunale. Sono profondamente offesa che questa vicenda sia stata messa sullo stesso piano di altre vicende molto più gravi. Se avessi ravvisato la minima inopportunità a candidarmi o a ricoprire incarichi politici, non mi sarei fatta avanti, non avrei preso un impegno che ritengo così significativo.

Non mi fermeranno, perché nella vita ho imparato a superare tutte le difficoltà, anche personali, nel rispetto delle regole, non fermeranno il cambiamento del bene comune che è già iniziato".

La replica di Latina Editoriale Oggi

«Macchina del fango», «Siamo davanti ad un chiaro attacco politico nei confronti della capolista e segretaria di Latina Bene Comune e del Sindaco Damiano Coletta». Elettra Ortu La Barbera commenta così la notizia, vera, della condanna ricevuta per fatti risalenti agli anni scorsi (LEGGI QUI: Lbc, un'ombra sulla lista).

Una vicenda simile a quella di un altro candidato (di Fratelli d'Italia) che però ha deciso di ritirarsi dalla competizione pur non essendoci alcuna legge a obbligarlo. Anche quella notizia è stata riportata su queste colonne, come crediamo giusto che sia. Ortu La Barbera rimane capolista e ne ha tutto il diritto. Ma non c'è alcuna macchina del fango, solo semplice informazione. 

Siamo abituati a questo tipo di offese alla nostra professione, agli insulti di chi non ha argomenti. Alla signora Ortu La Barbera ricordiamo che se un giornalista viene in possesso di una notizia, e dopo averla verificata,  la scrive, sta semplicemente facendo il proprio lavoro. Ortu La Barbera ha affidato la sua replica a Facebook così come il candidato sindaco Damiano Coletta. La sua ve la risparmiamo, ma citiamo solo il passaggio "chiave" in cui parla di «killeraggio giornalistico». Siamo certi che una simile  affermazione si commenti da sé e qualifica perfettamente chi l'ha pronunciata per quello che è.