Bussano alla porta di casa nel cuore della notte, dopo aver aperto l'uscio la proprietaria viene immobilizzata, imbavagliata e legata, resa inoffensiva così da consentire ai malviventi di svaligiare l'abitazione senza correre il rischio di essere disturbati o riconosciuti. Una rapina in villa, quella avvenuta la notte scorsa presso l'abitazione situata nel borgo di Campoverde, condotta con modalità tali da lasciar presagire la premeditazione degli autori, che a colpo sicuro sapevano chi colpire e in quale momento. Venerdì sera infatti la donna di mezza età, protagonista suo malgrado dell'episodio, era sola. In casa non c'erano né il marito né i figli e questo deve aver convinto i rapinatori che fosse il momento ideale per entrare in azione.

Durante la notte hanno suonato il campanello e la donna per nulla insospettita, ha aperto loro la porta. Non è chiaro quanti fossero i componenti della banda – un particolare che la signora, particolarmente scossa per l'accaduto, non è riuscita a riferire. Quel che è certo è che in pochi minuti la 50enne è stata immobilizzata, costretta a raggiungere la sala da pranzo della sua abitazione e qui bendata, imbavagliata e legata per evitare che potesse in qualche modo chiedere aiuto. Non è riuscita a vedere nulla, ma da quella postazione ha sentito distintamente i rumori prodotti dai malviventi in cerca di denaro e preziosi, mentre frugavano nei cassetti, negli armadi e nelle dispense a caccia di oggetti di valore. Momenti di angoscia, che alla donna devono essere sembrati eterni. Una volta raccolto il bottino, i rapinatori si sarebbero dileguati, forse a bordo di mezzi usati per raggiungere la villetta, visto che le auto in uso alla famiglia non sono state toccate.

Alla fine i malviventi sono riusciti a portare via denaro, gioielli e qualche oggetto prezioso, un bottino che presumibilmente potrebbe ammontare a qualche migliaio di euro. Sul caso ora indagano i carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, coordinati dal tenente colonnello Paolo Guida, al lavoro per cercare di dare un volto e un nome agli autori del furto in villa. Un compito non facile, anche perché la vittima, per il forte choc dovuta all'improvvisa aggressione e per l'impossibilità oggettiva dovuta alle precauzioni prese dagli aggressori, non è riuscita a fornire elementi utili all'identificazione. Elementi in più potrebbero derivare dalle immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza di alcune attività presenti in quella zona, al vaglio dei militari della caserma di via Tiberio. L'ipotesi è che possa essersi trattato di un colpo studiato nei minimi dettagli e concepito dopo un attento studio delle abitudini della famiglia, che potrebbe essere stata osservata nelle settimane precedenti. Un particolare confermato dalla circostanza che la signora, pur condividendo l'abitazione con gli altri componenti del nucleo famigliare, in quel momento era sola in casa,rappresentando la preda ideale della "banda" che ha posto in essere il colpo.