La rivolta dei braccianti indiani
06.05.2016 - 04:49
La comunità dei braccianti Sikh di origine indiana è in fermento e per la prima volta, dopo un paio di decenni di permanenza silenziosa che è valsa ai variopinti lavoratori col turbante in testa l'appellativo di «fantasmi», ha cominciato ad alzare la voce per reclamare un trattamento più umano sui luoghi di lavoro e il rispetto delle regole sindacali connesse al loro impiego nei campi. Cosa sta succedendo nelle campagne dell'intera provincia pontina? Apparentemente niente, a giudicare dalle ispezioni degli ultimi giorni in una dozzina di aziende agricole che impiegano manodopera straniera. I carabinieri ne hanno visitate 9 venerdì scorso, e i circa cento lavoratori trovati all'opera nei campi, prevalentemente indiani, sono risultati tutti in regola coi permessi di soggiorno e con i documenti di ingaggio per il lavoro. Lo stesso esito hanno avuto ieri altre ispezioni condotte dalla polizia: due aziende erano chiuse e momentaneamente inattive, un'altra è risultata in regola sotto tutti i profili.
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