Non c'è pace per il procedimento di gara per l'affidamento in concessione dello specchio acqueo presso la foce del Porto Canale di Rio Martino, una procedura finalizzata all'assegnazione di 200 posti barca, che, a detta di uno partecipanti, il Consorzio nautico di Borgo Grappa, è escludente e viziata da illegittimità. Per questa ragione il Consorzio, difeso dall'avvocato Corrado De Simone, ha presentato ricorso al Tar contro il Comune e nei confronti delle altre imprese partecipanti per l'annullamento del silenzio inadempimento della richiesta della concessione demaniale. L'appalto per la gestione dei 200 posti barca era stato assegnato, dalla commissione, al Consorzio Porto di Latina che si era detto disponibile a integrare la sua proposta (che era di 50 posti) arrivando fino a 200 posti barca, superando così proprio il Consorzio Nautico Borgo Grappa, oggi ricorrente, che era arrivato alla fase finale della selezione. A quanto dice l'esito di gara, però non avrebbe presentato tutte le deleghe per prender parte alla negoziazione, perché era stata appunto necessaria una negoziazione dal momento che alla prima apertura delle buste nessuno era arrivato a soddisfare tutte le richieste presenti nel bando.

La scelta finale della negoziazione per l'affidamento della concessione del bene demaniale così importante per l'economia del mare è apparsa da subito, in realtà, come l'ultima spiaggia in un iter partito male ed il finale di questa gara è stato comunque ben chiaro nelle parole conclusive della determinazione del Dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Latina: «Nessuna delle offerte presentate soddisfa l'interesse pubblico sotto il profilo economico, gestionale di tutela dell'ambiente e valorizzazione del bene».

Nel ricorso presentato l'avvocato De Simone contesta l'illegittimità derivata degli atti impugnati, adottati nell'ambito della procedura comparativa avviata con avviso pubblico, già impugnato dal Consorzio, con motivi aggiunti e ritenendola violativa della concorrenza, e comunque fortemente pregiudizievole per le imprese del Borgo ove sorge il porto - canale Rio Martino. Tante le contestazioni del Consorzio, tra le quali risiedono le ragioni della mancata partecipazione alla procedura comparativa, tra le quali la mancata esecuzione delle opere di manutenzione e messa in sicurezza delle sponde e di dragaggio del canale, la mancata indicazione del canone concessorio, con conseguente impossibilità di compiere la valutazione finanziaria sulla convenienza a partecipare, essendo fra l'altro richiesto un Piano Economico Finanziario asseverato, la previsione ad oggetto la durata della concessione, fissata tout court in sei anni. E ancora si lamenta «l'omessa individuazione dei criteri di aggiudicazione, tale da rendere arbitraria l'individuazione della migliore offerta progettuale, la scarsa chiarezza dell'avviso pubblico sotto il profilo dell'acquisizione di pareri di Enti terzi. Con la settimana doglianza si contesta inoltre l'oggetto della concessione (n. 200 posti barca), allegandosi e dimostrandosi tecnicamente l'oggettiva impossibilità di collocare n. 200 posti lungo la sponda del porto - canale Rio Martino di competenza del Comune di Latina. Per il ricorrente in merito alla carenza delle offerte in relazione al numero di posti barca «nessuna negoziazione poteva essere avviata per l'elementare ragione che il numero di ormeggi, che è un dato oggettivo ed incontrovertibile, era chiaramente inserito nell'oggetto della concessione e la procedura doveva pertanto arrestarsi alla mancata assegnazione; esito che avrebbe fra l'altro confermato quanto dedotto dal Consorzio con i primi motivi aggiunti e cioè, che l'avviso pubblico era totalmente carente di criteri di assegnazione dei punteggi e che, in ogni caso, era materialmente impossibile collocare 200 posti barca sulla sponda di competenza del Comune di Latina». Questo avrebbe dovuto indurre l'Amministrazione a riconsiderare il progetto dello stesso Consorzio, o quantomeno a modificare l'avviso pubblico al fine di consentire la partecipazione del numero più alto possibile di operatori economici, compreso il Consorzio ricorrente. Per questo ricorso l'udienza è già stata fissata in camera di consiglio il prossimo 3 novembre.