Anche se non sono entrate a pieno titolo nella campagna elettorale appena conclusa i gap ambientali della provincia sono diventati il cuore della relazione Arpa Lazio 2020 proprio nei giorni decisivi del voto. E adesso sono lì a ricordare a tutti che i rischi reali di inquinamento restano dietro l'angolo, sotto al naso, dentro un rapporto lungo e articolato.

Il colore rosso
In particolare colpisce il numero degli stabilimenti cosiddetti a rischio di incidente rilevante di soglia inferiore (minor rischio) e di soglia superiore (rischio massimo). Complessivamente nel Lazio questo tipo di siti sono 57, di cui 30 della categoria con rischio superiore (e di questi 9 sono sul territorio pontino) e 27 l'altra (di cui fanno parte i tre di Latina). L'Arpa Lazio ne ha ispezionati 26 lo scorso anno e le cose sul territorio provinciale non sono andate sempre bene, anzi in due casi l'ispezione si è conclusa con un verbale di prescrizioni, una con divieto di esercizio fino all'adeguamento alle norme di sicurezza e 6 con cronoprogramma delle prescrizioni. Era così importante il gap rilevato?

La mappa
In effetti la rete dei siti a rischio di incidente rilevante è tale perché gli impianti interessati si trovano in un raggio stretto dalle zone abitate e trattano materiali in grado di creare in breve tempo problemi di incendio e grave inquinamento dell'aria e dell'acqua. Insomma sono una sorta di bomba ad orologeria dentro i nuclei abitati o molto vicini ad essi. Per tale ragione le ispezioni non solo controllano che siano rispettate le norme sull'impatto ambientale, rafforzato, ma la verifica si estende altresì a eventuali mutamenti degli ultimi 12 mesi precedenti. Il dossier appena pubblicato da Arpa Lazio si riferisce ad un anno particolarmente complesso che in conseguenza del covid ha modificato le modalità di controllo, effettuato non più direttamente sui siti ma anche (soprattutto) per il tramite dell'esame cartaceo della documentazione a supporto delle misure di riduzione dei rischi.

L'impatto ambientale
Ciò è valso anche per tutti gli impianti assoggettati all'autorizzazione di impatto ambientale, dove i controlli complessivi nel 2020 sono stati 18, gran parte dei quali non legati ad attività ordinaria bensì a richieste specifiche della polizia giudiziaria. In altri termini esiste una modalità di richiesta ed intervento che è fuori dall'ordinario e che si esplica dal basso, nella stragrande maggioranza dei casi su input di cittadini e comitati civici da cui si dipanano le indagini giudiziari e quindi serve il supporto di verifica dei tecnici di Arpa Lazio. E' quello che è accaduto per la Sep di Pontinia, prima dell'incendio che ha fatto scattare una ulteriore procedura di verifica, nel 2021.

Un punto caldo
Il fronte degli impianti dei rifiuti è probabilmente il più «caldo» dopo quello delle aziende a rischio di incidente rilevante. I controlli sugli impianti dei rifiuti in provincia di Latina lo scorso anno sono stati 35 sul totale dei 117 siti di trattamento e stoccaggio attivi. A questo si è aggiunta un'attività di monitoraggio e analisi dell'abbandono dei rifiuti che non riguarda i singoli cittadini, bensì i Comuni che non intervengono in caso di abbandono massiccio e persone giuridiche private (società), dove per abbandono dei rifiuti spesso si intende uno stoccaggio assolutamente improprio. Il caso più eclatante è quello del deposito irregolare di pneumatici che trova nel dossier di Arpa Lazio uno spazio a sè, anche qui per il rischio di incendi difficilmente controllabili e per l'inquinamento dell'aria e delle falde soggiacenti.