Nuovi interrogatori ieri per gli altri arrestati dall'operazione Scarface che sono finiti in carcere. Nel provvedimento cautelare i pubblici ministeri dell'Antimafia Luigia Spinelli e Corrado Fasanelli, hanno contestato a vario titolo l'aggravante del metodo mafioso. Già mercoledì alcuni arrestati, a partire da Giuseppe Romolo Di Silvio, a Carmine Di Silvio, fino a Costantino detto Costanzo, non avevano risposto alle domande del magistrato e si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Ieri hanno scelto la strada del silenzio anche le altre persone destinatarie dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma Rosalba Liso.

Ieri gli interrogatori sono andati avanti. Sono rimasti in silenzio gli altri indagati: Marco Ciarelli, Simone Di Marcantonio, e poi Fabio, Salvatore e Alessandro Di Stefano, Manuel Agresti. Sono difesi dagli avvocati Oreste Palmieri, Daniela Fiore, Simone Vittori, Alessandro Farau, Marco Nardecchia, Giancarlo Vitelli, Sandro Marcheselli, Alessia Vita. Le indagini che hanno portato all'esecuzione di 33 misure restrittive sono scaturite da una violenta aggressione avvenuta a Latina nella zona di piazza Moro. L'inchiesta della Squadra Mobile poggia le basi sulle dichiarazioni di quattro collaboratori giustizia e poi sulle intercettazioni telefoniche e ambientali.