Si è tenuta ieri mattina davanti al secondo collegio penale del Tribunale di Latina, Presidente Valentini, a latere Villani e Trapuziano, l'udienza di Riesame dei sequestri disposti dal gip Giuseppe Molfese a carico di alcune società della famiglia Trulli. Due i ricorsi presentati: il primo da parte degli indagati, ossia Trulli Mauro più tre familiari, il secondo dalla società «Aventador srl» attinta dalle misure cautelari reali la scorsa settimana sulla base della richiesta depositata dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano e supportata da un'informativa della Guardia di Finanza di Latina.


Ma intanto vanno emergendo una serie di dettagli ulteriori su questa storia, uno in particolare riguarda l'affitto di una parte degli immobili di proprietà di una delle società dei Trulli all'Agenzia delle entrate, sede di Latina, che risulta essere nel procedimento penale, uno dei soggetti danneggiati dalla contestata evasione fiscale. Scrive infatti la Guardia di Finanza nella nota a margine dell'operazione di giovedì scorso che le imprese di abbigliamento riconducibili alla famiglia Trulli «già gravate da elevati debiti tributari iscritti a ruolo da parte dell'agenzia entrate, hanno simulato una serie di operazioni commerciali con altre quattro società riconducibili sempre al medesimo gruppo familiare, al solo fine di depauperare sistematicamente il patrimonio e conseguentemente rendere inefficace l'azione di recupero delle imposte evase». Dunque nella storia messa in questi termini lo Stato e per esso l'agenzia Entrate sarebbero parte offesa dalle attività di evasione fiscale riscontrata finora dalla Procura; tuttavia da qualche parte negli archivi centrali della stessa Agenzia ci deve essere il contratto di affitto che porta alla stessa galassia dei Trulli ora oggetto di indagini. L'inchiesta non riguarda per il momento le pendenze contrattuali firmate dopo una libera contrattazione e quindi la vicenda Agenzia Entrate assume più un valore folclorico che investigativo.