Primo atto a porte chiuse ieri in Tribunale a Latina nel processo per i presunti episodi di nonnismo denunciati da Giulia Schiff, la ragazza di 21 anni che sognava di diventare top gun.

«Mi aspetto giustizia e so che c'è molta attenzione sull'argomento. Spero ci sia il massimo rispetto per questa vicenda che mi ha portato dei grossi danni», ha detto la giovane presente in aula e che ha seguito l'apertura del dibattimento davanti al giudice Laura Morselli e al pubblico ministero Valentina Giammaria, titolare del fascicolo. Non c'erano gli otto imputati, i militari del 70esimo stormo, accusati di violenza privata e lesioni personali pluriaggravate per il lancio nella piscina del pingue, dopo il battesimo di volo di Giulia. C'erano i genitori di due ragazzi, anche loro stanno vivendo un incubo per le accuse all'indirizzo dei figli e ribadiscono: «Sono ingiuste. Questo non è nonnismo», hanno sempre ricordato. In aula si profila un duello a colpi di testimonianze, riscontri e filmati.

L'udienza di ieri, che si è svolta a porte chiuse, è stata molto rapida e alla fine il giudice ha disposto un rinvio al 21 marzo del 2022. Hanno presentato l'atto di costituzione di parte civile il Partito radicale, rappresentato dall'avvocato Giulio Murano, l'associazione Doppia difesa (a sostegno delle donne che hanno subito violenze e abusi, fondata nel 2007 dalla conduttrice televisiva Michelle Hunziker e da Giulia Bongiorno) e il Partito per la tutela dei Diritti dei militari e delle forze di polizia, rappresentato dall'avvocato Piero Santantonio. Sulla richiesta il giudice si dovrà pronunciare.

«La nostra è una battaglia culturale contro ogni forma di violenza», ha spiegato l'avvocato Claudia Sorrenti dell'associazione Doppia Difesa. L'attenzione dentro e fuori dall'aula, era rivolta a Giulia Schiff, assistita dall'avvocato Massimiliano Strampelli. La ragazza è salita alla ribalta nazionale per aver denunciato gli episodi avvenuti al Comani di Latina nell'aprile del 2018.

Il collegio difensivo punta a smontare pezzo per pezzo l'impianto accusatorio partendo anche dalla decisione del Consiglio di Stato sull'espulsione della Schiff dall'Arma azzurra, come ha sostenuto l'avvocato Michela Scafetta che difende alcuni dei sergenti finiti sotto processo.

«Non si può parlare di atto di nonnismo nella maniera più assoluta», ha spiegato anche ieri mettendo in rilievo che in occasione del battesimo del volo questi sono dei riti di passaggio. E' lunga la lista di testimoni chiamati a deporre, tra cui molte donne che hanno intrapreso la carriera militare. Scontato che sarà battaglia, appuntamento a marzo.