Non doversi procedere. Niente processo nei confronti dei dirigenti e i manager di una banca accusati di usura bancaria. Lo ha deciso il giudice Pierpaolo Bortone che ieri pomeriggio al termine della camera di consiglio, ha letto il dispositivo con cui escono definitivamente di scena cinque imputati, denunciati da un imprenditore pontino che aveva sostenuto di essere stato vittima di usura bancaria. Nel corso del suo intervento il pubblico ministero Antonio Sgarrella aveva chiesto il rinvio a giudizio, alla fine il magistrato ha accolto la prospettazione della difesa. «In concorso tra loro e agendo nell'esercizio di una attività bancaria nel periodo in cui hanno ricoperto diverse cariche dall'amministratore delegato della Banca, al Direttore Generale ad altri incarichi, hanno applicato e non hanno impedito che venissero applicati al contratto di apertura di credito su un conto corrente stipulato da una azienda tassi usurari, con le aggravanti di aver agito nell'esercizio di una attività bancaria e nei confronti di chi esercita attività imprenditoriale». I fatti contestati per questo capo di imputazione sono avvenuti a Latina e provincia dal 2007 al settembre del 2012».

Sempre in base a quanto contestato dagli inquirenti, gli imputati hanno anche applicato al contratto di apertura di credito tra l'azienda e l'istituto di credito degli interessi usurari dal terzo trimestre del 2007 al secondo trimestre 2011 con riferimento sia al tasso corrispettivo pari al 16,46% sia al tasso di mora pari al 18,74% a fronte di un tasso soglia - ha sempre sostenuto il pm - pari a 14,94% incamerando maggiori somme per un ammontare complessivo pari a 28mila euro. Tra gli elementi che erano stati raccolti oltre ad una consulenza tecnica, anche la denuncia presentata dalla parte offesa e altri elementi raccolti.

Ieri si è svolto l'ultimo atto dell'udienza preliminare ed è stata messa la parola fine a tutta la vicenda.