Illecito maneggio del denaro pubblico, falsificazione di documenti e assenze ingiustificate dal lavoro. Raffica di sospensioni per alcuni dipendenti della Multiservizi, per violazioni riscontrate dai vertici aziendali tali da minare non solo l'organizzazione interna, ma anche l'immagine stessa dell'azienda. Dopo l'opera di risanamento economico portata avanti dal collegio dei liquidatori, con un debito passato da 15 a 3 milioni e mezzo di euro in tre anni, l'azienda speciale ha disposto dei controlli serrati per contrastare il malcostume e le presunte irregolarità. Nei giorni scorsi sono stati adottati provvedimenti disciplinari a carico di dipendenti per comportamenti contrari ai regolamenti interni alla municipalizzata o in contrasto con l'etica professionale.

Il provvedimento disciplinare è scattato nei confronti di sei dipendenti, sospesi dal lavoro per un totale cumulativo di 120 giorni, da un minimo di 5 ad un massimo di 60 giorni, con provvedimenti diversi a seconda della gravità della violazione riscontrata. Nel dettaglio la sospensione di 5 giorni è stata prevista nei confronti di quattro dipendenti per assenza ingiustificata dal posto di lavoro. Più gravi invece le violazioni riscontrate nei confronti di due dipendenti, sospesi rispettivamente per 40 e per 60 giorni. Nel primo caso oltre ad essere state riscontrate piccole violazioni ripetute nel tempo, dai vertici Asam viene contestato un illecito maneggio di soldi appartenenti alla municipalizzata e vista la gravità del fatto la persona è stata punita con l'assenza forzata dal lavoro per 30 giorni, per violazioni dell'etica professionale di entità tale da minare la fiducia del datore nei confronti del dipendente. Della stessa fattispecie, la violazione riscontrata nei confronti del dipendente sospeso dal lavoro 60 giorni, accusato di falsificazione di documenti. Anche in questo caso i dirigenti hanno reputato il comportamento tenuto tanto grave da non potersi esimere dal prendere provvedimenti disciplinari drastici. Di certo la pioggia di sospensioni rappresenta un messaggio forte e chiaro di un cambio di rotta non solo dal punto di vista economico ma anche disciplinare, a correggere storture rilevate dal Mef e che nel tempo avrebbero finito per arrecare un danno non solo alle casse ma all'immagine stessa dell'azienda.