La data del ricorso al Tribunale del Riesame ancora non è stata fissata, intanto il legale che assiste Jiwan Singh, il 38enne indiano accusato di aver ucciso un connazionale a Borgo Montello, punta a ricostruire quello che è accaduto quella folle notte in via Monfalcone e nomina la criminologa Marina Baldi. La scelta dell'avvocato Amleto Coronella che assiste il principale indiziato della spedizione punitiva accusato di omicidio volontario, punta a scardinare le accuse, a partire dall'analisi della scena del crimine per accertare se la compatibilità delle tracce di sangue trovate nel casolare, sia all'interno che all'esterno, possano essere riconducibili a quelle della vittima o a quelle di altri connazionali.
La difesa intende verificare l'appartenenza di quelle macchie. E' questo l'ultimo risvolto sul brutale omicidio avvenuto lo scorso 30 ottobre nel casolare di campagna. Nel ricorso presentato ai magistrati romani, il legale di Jiwan sostiene che non sussistono i gravi indizi di colpevolezza e che nessuno dei presenti - secondo la tesi portata in aula - ha detto con certezza che sia stato il proprio assistito ad uccidere il 29enne. Le indagini che hanno portato all'arresto del 38enne poggiano le basi sulle dichiarazioni rilasciate da molti testimoni che hanno assistito alla spedizione punitiva e secondo gli inquirenti sono concrete e coerenti. Come ha sostenuto il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che ha emesso il provvedimento restrittivo: «La misura del carcere è proporzionata alla condotta criminosa e una misura diversa quale gli arresti domiciliari sarebbe inidonea per prevenire reiterazioni come risulta - ha aggiunto il giudice - che nell'immediatezza dei fatti si voleva rendere irreperibile. Il quadro indiziario raccolto a carico del fermato lo descrive come istigatore - determinatore della mattanza come colui che impartiva gli ordini tra cui una frase indicativa. "Prendete questa gente ed ammazzateli tutti" sono elementi emersi nel corso di diverse dichiarazioni assunte dalle vittime dell'aggressione e dalle persone informate sui fatti».