Deteneva in casa, in maniera illecita, dei volatili, ma ieri mattina si è visto presentare i Carabinieri della stazione di Minturno. Un arrivo inatteso per un trentaquattrenne abitante a Minturno, nei pressi della ferrovia, il quale aveva una collezione "illegale" di uccelli, custoditi all'interno di gabbie. Gli investigatori hanno contato ben diciotto cardellini, due lucherini e un verdone, tutti rigorosamente privi di anello amovibile, che, come è noto, ne accerta la legittima provenienza. Gli inquirenti, al fine di accertare lo status di fauna selvatica degli esemplari in gabbia, detenuti illegalmente, hanno chiesto l'intervento del personale del Servizio Naturalistico della Riviera di Ulisse.

Dopo aver effettuato il riconoscimento dei ventuno uccelli, il personale ha accertato che gli stessi volatili erano in un buon stato di salute. In considerazione di ciò e al termine delle operazioni burocratiche relative al sequestro, è stata autorizzata la immediata liberazione all'interno dell'area naturale di Gianola e Monte di Scauri, alla presenza dei Guardiaparco. All'ornitologo "abusivo" non sono rimaste che le gabbie vuote, visto che i ventuno uccellini sono stati fatti allontanare. Gli uomini dell'Arma della stazione di Minturno, hanno notificato quanto era stato deciso al "proprietario" dei volatili, che non potevano essere detenuti.

Nei confronti del trentaquattrenne, non proprio sconosciuto alle Forze dell'Ordine, scattava il deferimento all'autorità giudiziaria. Non è dato sapere se gli esemplari prima sequestrati e poi liberati siano stati catturati dallo stesso proprietario o se siano stati acquistati da bracconieri che, purtroppo, continuano a frequentare le campagne del sud pontino; un fenomeno che permette agli stessi bracconieri di catturare gli uccellini, poi rivenduti al mercato nero. Già in passato furono scoperti specialisti nella cattura di uccelli, con l'utilizzo dei richiami. Proprio tre giorni fa, in località Pantano, nei pressi della foce del Garigliano, ma sulla sponda casertana, sono stati individuati due cacciatori di frodo (che però uccidevano la fauna) da parte della vigilanza venatoria ed ambientale del WWF Italia. Quest'ultima ha avvertito i Carabinieri della Forestale di Sessa Aurunca, che hanno sequestrato due fucili, munizioni e tutti gli uccelli catturati. I due, entrambi di origine campana, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.