Sguardo fisso rivolto verso la telecamera, mai un battito di ciglia, fermo sulle sue posizioni ribadite sempre con lo stesso tono di voce anche davanti alle domande di Massimo Giletti, conduttore di Non è l'Arena, appuntamento televisivo di La7 il mercoledì sera. Durante la puntata dell'altro ieri sul piccolo schermo è finita Aprilia, tra il suo alto numero di contagi e il basso conto dei vaccinati, diventata un vero e proprio caso nazionale. A farla da padrone, purtroppo, più del sindaco della città apriliana, è stato don Luca Monti, sacerdote del monastero ortodosso di Sant'Antonio Abate, intervenuto in diretta tv dalla sua dimora toscana (il monastero attualmente è in via di ristrutturazione). Il prete ortodosso apriliano è salito alla ribalta della cronaca pandemica per le sue convinzioni no vax. «Ma lei quindi non è vaccinato?» è stata la prima domanda rivoltagli da Giletti. «Non sono tenuto a rispondere, non penso sia di interesse nazionale quello che faccio io, si tratta di un dato personale e voglio mantenere questa riservatezza», ha ribattuto il prete.

Non gli è stato concesso tanto tempo per parlare, al sindaco Antonio Terra chiamato da Massimo Giletti a Non è l'Arena per spiegare la situazione Covid ad Aprilia. Il ruolo del protagonista è stato assegnato a don Luca Monti, al quale il conduttore ha permesso di argomentare la questione di Satana e della sua associazione con la campagna vaccinale, screditando il valore dei farmaci anti-Covid. Terra ha avuto poco spazio, questo va detto, e ogni volta che iniziava a snocciolare i numeri del contagio nella sua città, veniva prontamente attaccato. Ecco allora che il primo cittadino ieri ha sbottato sui social: "

Leggo qua e là, sul web e sui social, commenti su una presunta brutta figura che avrei fatto fare alla città ieri, nel corso della trasmissione Non è L'Arena. Parafrasando un detto che ripeteva spesso mio nonno, "chi poco sta attento, presto parla". Tralascio commenti sul format e sull'atteggiamento del conduttore, che interrompeva sistematicamente quando provavo a riportare i dati che caratterizzano la diffusione del virus ad Aprilia. Mi preme però ribadire quello che ho provato ad illustrare ieri, anche per far capire come non sia affatto vero che ad Aprilia l'epidemia sia fuori controllo, magari per colpa dei rumeni. Ad oggi, i cittadini contagiati sono 636, tra di essi le persone di origine straniera sono 146. Le persone provenienti dalla Romania ad Aprilia sono circa 5700, di cui 4500 in età vaccinabile. Secondo i dati forniti dalla ASL tra le persone di origine romena solo il 44% è attualmente vaccinato. L'incidenza del virus calcolata dalla Asl è pari a 248, al di sotto del valore della zona gialla (250), della zona arancione (500) e della zona rossa (800). Tra l'altro, tale valore è calcolato dalla Asl su una popolazione di circa 73mila abitanti, mentre stando ai dati aggiornati dell'Anagrafe siamo 75.800.

È chiaro che la situazione richiede la massima attenzione. E che dobbiamo intensificare la campagna vaccinale e continuare a prestare la massima prudenza. Anche perché registriamo ad oggi ben 120 bambini contagiati, sotto i 12 anni! Ma credo che questo sia ben diverso dal dire che l'epidemia sia fuori controllo. Ne va anche della serietà con cui affrontiamo i problemi e ne diamo conto ai cittadini".