In qualche modo era stato annunciato un secondo step sull'aggiudicazione della gestione dei posti barca a Rio Martino. Un mese fa il Tribunale amministrativo aveva validato la scelta dell'ente, caduta sul Consorzio Porto di Latina, ma adesso il primo soggetto interessato alla gestione, ossia il Consorzio Nautico Borgo Grappa, ha notificato l'appello al Consiglio di Stato. E in attesa della definizione del giudizio, per quanto non ci siano state sospensioni della procedura di assegnazione, appare scontato un ritardo nell'effettivo avvio del contratto tra la società che si è aggiudicata la gara e il Comune di Latina, chiamato in causa insieme a Rizzardi srl, Cometa srl, Nautica Rio Martino, Nautica Sud, Naval cantieri, Rimm sas, Base Nautica srl, Cicar Nautica e Consorzio Porto di Latina; le società minori sono state chiamate in giudizio perché rientrano nelle costituende compagini temporanee di impresa delle due società principali.

La ricostruzione
Il Consorzio Borgo Grappa nel suo appello ripercorre quella che, effettivamente è già una lunga storia e riguarda l'iter che ha portato all'assegnazione. Tutto inizia quasi tre anni fa. A febbraio 2019 erano in corso le attività della conferenza di servizi sulla gestione del porto da assegnare ad un soggetto privato ancora da individuare (allora). Il 20 aprile 2019 il Consorzio nautico Borgo Grappa presenta una istanza di concessione demaniale al Settore Ambiente del Comune di Latina relativa proprio alla gestione del porto, per 200 posti barca con relativo progetto a basso impatto ambientale. L'istanza non riceve risposta perché l'amministrazione deve decidere come procedere e in seguito, all'esito di un parere tecnico, avvia l'iter per una selezione pubblica con offerta che verrà valutata in base ad una griglia.

La frattura
E' in quel momento, a settembre del 2020 che qualcosa si rompe per sempre nella lunga trafila che ha preceduto l'assegnazione di una parte del porto canale, al centro di ritardi, disguidi e disgrazie da circa quindici anni e arrivato finalmente in una condizione che si potrebbe definire ottimale per essere finalmente ciò per cui fu pensato.

Rivisitazioni
Nell'appello in secondo grado i ricorrenti chiedono che sia completamente rivista l'ordinanza emessa dal Tar il 3 novembre scorso con la quale è stata rigettata la richiesta di sospensione di tutti gli effetti dei verbali della gara pubblica nonché di dichiarare illegittimi i provvedimenti precedenti; in particolare si chiedeva «l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Latina sulle diffide presentate da parte ricorrente il 10 e il 29 agosto 2020, al fine di concludere il procedimento avviato a istanza di parte per il rilascio di una concessione demaniale per l'installazione di un punto di ormeggio presso la foce del Rio Martino in località Borgo Grappa». Insomma il nodo resta quella istanza dell'aprile 2020 sulla quale il consorzio insiste che vi sia una pronuncia dell'ente, a prescindere da ciò che è avvenuto dopo con la indizione della gara.