Il cantiere della ex Canebi di Aprilia finisce sotto sequestro dopo che una ispezione interforze condotta dai carabinieri ha permesso di rilevare irregolarità tali da rendere necessari i sigilli oltre che la provvisoria sospensione delle attività.

Una misura piovuta come un fulmine a ciel sereno sui palazzoni posti tra via Giustiniano, via Aldo Moro e via Mascagni, rimasti in stato di abbandono per oltre 20 anni e dove da pochi mesi, dopo che l'area è stata acquistata dai nuovi proprietari, sono ripresi i lavori volti a ristrutturare le cinque palazzine, riqualificando l'area nel cuore del quartiere Agroverde di Aprilia.

Nelle scorse ore però i carabinieri del Nor, insieme al personale dell'Asl hanno predisposto presso l'area un normale controllo, rilevando purtroppo irregolarità tali da rendere necessario un provvisorio stop al cantiere, un sequestro preventivo che come si evince dal cartello all'esterno delle recinzioni che delimitano l'area cantiere, è stato apposto proprio a seguito del sopralluogo dei carabinieri del reparto territoriale di Aprilia e dalla azienda Usl di Latina, ai sensi dell'articolo 321 comma 3 bis del Codice di procedura penale che prevede la possibilità in situazioni di urgenza di agire con il sequestro disposto dal pm anche nel corso delle indagini. Le ragioni a quanto pare sarebbero legate a difformità relative alla normativa per la sicurezza sul lavoro. «Stando alle informazioni in nostro possesso – spiega il sindaco di Aprilia, Antonio Terra – nelle scorse ore è stato disposto un controllo interforze al quale hanno preso parte i carabinieri e il personale della Asl, come avvenuto anche presso altri cantieri e gli operanti avrebbero rilevato alcune irregolarità, a quanto pare correlate a violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Non conosciamo le motivazioni nel dettaglio, si tratta comunque di difformità tali da richiedere il sequestro preventivo dell'area. Conosciamo tutti le vicende legate a quel cantiere, rimasto fermo per anni. Giusto mantenere la massima attenzione da parte degli organi preposti, ora al lavoro per fare chiarezza anche su quanto emerso nel corso del sopralluogo».