Un imprenditore formiano, residente a Minturno, titolare di uno stabilimento termale a Suio, è finito nel mirino dei militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Latina e della Compagnia di Formia.
Al termine di una indagine denominata "Operazione All Black", gli uomini coordinati dal comandante provinciale Umberto Maria Palma e dal tenente colonnello Luigi Galluccio, comandante della Compagnia di Formia, hanno scoperto una serie di posizioni irregolari di lavoratori, che operavano "in nero".
L'imprenditore, secondo quanto accertato dagli investigatori, non avrebbe rispettato quanto previsto dagli obblighi fiscali e contributivi, imposti dalle normative vigenti. Nell'impianto termale sarebbero stati individuati ventidue lavoratori in nero, che hanno causato la sospensione temporanea di un'attività di Suio, operante nel settore degli stabilimenti idropinici e termali e l'elevazione di sanzioni amministrative di circa 145 mila euro nei confronti dei responsabili. Il controllo economico costante del territorio, ha permesso alle Fiamme Gialle pontine di accertare gravi e reiterate violazioni alla legislazione sul lavoro perpetrate dal noto imprenditore pontino, che hanno consentito allo stesso di ottenere un indebito vantaggio contributivo e fiscale. A farne le spese circa cinquanta persone residenti tra i Comuni di Minturno, Cassino, Castelforte, Formia, Santi Cosma e Damiano, Gaeta e Sessa Aurunca, prive di una reale tutela assicurativa ed assistenziale e, nella maggior parte dei casi, completamente sconosciute agli organi di previdenza sociale. L'indagine è partita diverso tempo fa e non ha riguardato solo Suio, ma anche Formia. Infatti i nominativi dei "lavoratori in nero", sono emersi dalle agende, taccuini e dalla ulteriore documentazione extra-contabile, acquisita a seguito delle ispezioni svolte contestualmente presso le sedi di tre soggetti giuridici operanti quali strutture ricettive, di ristorazione e di stabilimento idrotermale tra i Comuni di Formia e Castelforte. Una serie di controlli incrociati, hanno consentito ai finanzieri di raccogliere elementi, poi risultati determinanti ai fini delle indagini. Fondamentale si è rivelata l'attività investigativa preparatoria condotta attraverso il prezioso supporto delle banche dati della Guardia di Finanza e le operazioni di
osservazione sul territorio. Questi accertamenti hanno permesso di ricondurre le tre società ad un unico dominus, benché formalmente intestate a soggetti di comodo, risultati dei meri prestanome.
Le operazioni di accesso, a cui hanno partecipato oltre venti finanzieri, hanno consentito di avvalorare fin da subito quanto emerso nel corso delle attività preliminari. Infatti l'imprenditore e reale titolare di tutte le attività ispezionate, oltre ad impiegare maestranze completamente in "nero", avvalendosi del personale di società intestate a terzi, ma di fatto a lui riconducibili, corrispondeva retribuzioni in totale assenza di tracciabilità anche per prestazioni straordinarie non documentate; in questo modo l'imprenditore era sollevato dai previsti obblighi previdenziali ed assistenziali. Le Fiamme Gialle, da diverso tempo, avevano attenzionato le attività facenti capo all'imprenditore, tra l'altro molto conosciuto nella zona meridionale della provincia di Latina. Il lavoro degli investigatori non è stato facile, in quanto hanno dovuto trovare documenti e riscontri, necessari per poter dimostrare le irregolarità di carattere fiscale, che hanno poi determinato i provvedimenti adottati riguardanti la sospensione temporanea dell'attività e le pesanti sanzioni pecuniarie. Una indagine che ha impegnato per diverso tempo i militari della Guardia di Finanza, i quali sono riusciti poi a trovare gli elementi che servivano per dimostrare le irregolarità contestate all'imprenditore. L'operazione delle Fiamme Gialle di Latina conferma la grande attenzione del Corpo al contrasto delle più insidiose forme di intermediazione fittizia, sfruttamento del lavoro ed irregolarità connesse all'applicazione di forme contrattuali atipiche/flessibili, contribuendo a ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini ed impedendo trasversalmente che forme d'indebito accesso a prestazioni sociali, generatrici d'iniquità e lesive della coesione sociale, possano fiorire nell'humus fertile ed opaco di situazioni spesso accomodanti.