Il carcere di Latina è un caso di rilevanza nazionale e l'ultima conferma arriva dal dossier sui luoghi di detenzione del Lazio presentato dal Garante per i detenuti Stefano Anastasìa. Sono in totale 5.569 le persone in stato di detenzione nei penitenziari, nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza e nel Centro di Ponte Galeria. E' stato inoltre fatto il punto sulla campagna vaccinale anti covid. Un capitolo a parte lo ha meritato la casa circondariale di Latina, nonostante, in linea generale, la situazione «in termini generali appaia migliore di quella nazionale, perché non è in corso un incremento». La capienza regolamentare delle carceri del Lazio sarebbe di 5.158 detenuti, tanti sono i posti disponibili. Vista in questi termini si tratta una situazione che sembra meno preoccupante di quella nazionale, con una eccezione, Latina appunto.

«Da luglio a oggi la popolazione detenuta è in costante crescita e questo ci preoccupa rispetto al futuro, perché il rischio di diffusione del covid-19 in carcere è molto rilevante. - ha detto il Garante a margine della presentazione - È un sistema costantemente sovraffollato e il tasso è del 118 per cento, a fronte del dato nazionale pari al 107 per cento. La situazione più preoccupante è da tempo quella di Latina, dove il tasso di affollamento è al 173 per cento».

Anastasìa ha spiegato che nel carcere pontino, costituito per metà dalla sezione maschile e per metà dalla sezione femminile, il sovraffollamento è tutto concentrato nella sezione maschile. «Latina è stata recentemente teatro di una protesta di detenuti che ha comportato l'intervento delle forze dell'ordine. - ha aggiunto Anastasìa - Inoltre, ‘in una condizione di sovraffollamento superiore alla media regionale e nazionale ci sono anche Civitavecchia, 152 per cento, Roma Regina Coeli, 144 per cento, e Rebibbia femminile, al 134 per cento. Ciò ci dice quanto sia difficile la situazione in questi istituti. In particolare, pesa sulla necessità di molti detenuti di potersi avvicinare ai propri luoghi di vita e ai familiari. Infatti, gli istituti penitenziari sono congelati dall'effetto Covid-19, perché in tanti istituti della nostra regione e non solo ci sono stati molti trasferimenti di diverse decine di detenuti da un luogo a un altro, spesso in altre regioni, e non riescono a tornare nella loro sede originaria. In questo periodo ogni trasferimento va centellinato in quanto va garantita la quarantena all'ingresso in istituto e quant'altro: questo sta rendendo molto complicata la gestione della vita in carcere».

Nello specifico della casa circondariale di Latina va detto che da tempo si ritiene necessaria la realizzazione di un'altra struttura e nonostante i moli progetti interni di integrazione il sovraffollamento rappresenta un macigno pressoché insuperabile nello sforzo di rendere più vivibile lo spazio per le persone detenute».